Si è chiuso ieri sera con l'udienza finale il lavoro della Commissione di inchiesta sulla CHIMET.
Circa le conclusioni di questa Commissione Democrazia Partecipativa esprime la sua soddisfazione. Infatti esse, in sostanza, accolgono in gran parte le istanze dei cittadini, del Comitato e anche del nostro gruppo consiliare; istanze avanzate in questi due anni, da quando cioè la Chimet ha presentato la richiesta di notevole ampliamento della sua attività.
In attesa di leggere nella sua interezza il documento elaborato dalla Commissione – che sarà disponibile solo nei prossimi giorni - fin da subito possiamo già dire che la Commissione di inchiesta:
1)ha chiesto alla Chimet di ritirare la propria richiesta di ampliamento, evidentemente ritenendo mancanti anche le minime condizioni per semplici ulteriori approfondimenti;
2)nell’ambito delle attuali autorizzazioni ha invitato le istituzioni preposte a prescrivere nuove ed importanti condizioni alla Chimet volte in particolare alla riduzione dell'inquinamento;
3)ha individuato in modo prioritario la necessità di effettuare una valutazione di impatto sanitario con l'attivazione – in particolare - dello studio epidemiologico sulla popolazione di Civitella e sui dipendenti Chimet sul quale, peraltro, la ASL ed altri enti stanno già lavorando.
Queste conclusioni corrispondono alle aspettative di tutti i cittadini anche se essi hanno dovuto attendere oltre due anni per trovare soddisfazione.
Ma oggi non interessa puntare il dito su chi per troppo tempo ha fatto finta di non capire.
Oggi interessa soltanto sottolineare come la partecipazione di tanti cittadini sia stata (e lo sarà ancora) determinante in questo procedimento. Ricordiamo le 3.000 firme di petizione contro l'ampliamento raccolte in pochi giorni, la manifestazione, le innumerevoli assemblee pubbliche, le attività di autofinanziamento, le attività di approfondimento e di ricerca circa gli aspetti giuridici e tecnici che hanno coinvolto tanti soggetti animati solo dalla volontà di voler vivere in un ambiente salubre. In sostanza un'intera comunità che si è auto - organizzata e che ha accompagnato, controllato, stimolato e spesso anche supplito alle lacune di diverse istituzioni pubbliche preposte. Insomma se dovessimo cercare il protagonista principale di questa vicenda esso dovrebbe essere sicuramente individuato nell'ampia, consapevole e responsabile partecipazione dei cittadini. Noi di Democrazia Partecipativa – che non a caso ci chiamiamo così – siamo felici di aver dato un contributo in questa direzione certi che la partecipazione è sempre la modalità migliore attraverso la quale amministrare un territorio. La vicenda della Chimet che sia pur in ritardo e con difficoltà si è ormai incanalata nella giusta direzione lo sta a dimostrare chiaramente.
Pieve al Toppo, 16 settembre 2009 - Gruppo Consiliare Democrazia Partecipativa

www.comitatotutelavaldichiana.it