Chimet, la maggioranza del comune di Civitella
perde un’altra occasione
Nel consiglio comunale aperto di Civitella richiesto dalle opposizioni
sulla vicenda CHIMET e conclusosi nella nottata fra il 23 e il 24
gennaio la maggioranza del comune di Civitella ha perso un’altra
occasione per dire una parola chiara sulla procedura di ampliamento
dell’impianto di incenerimento rifiuti di Badia al Pino.
Ricordiamo che la richiesta della CHIMET è quella di portare
l’incenerimento di rifiuti dalle attuali 12.500 tonnellate alle
30.000 tonnellate annue facendo diventare l’impianto di Badia al
Pino uno dei più grandi d’Italia per quanto riguarda l’incenerimento
dei rifiuti pericolosi.
Il vago ed ambiguo atto di indirizzo che la maggioranza ha votato,
oltre a ripetere enunciazioni di principio prive di qualsiasi
concreta applicazione, ignora totalmente le questioni principali.
La Commissione Ambiente del Senato, la Commissione Sanità della
Regione, tutte le associazioni ambientaliste, quasi tutte le forze
politiche sostengono che prima di procedere nella VIA della Chimet
occorre espletare una valutazione ambientale strategica e una
valutazione di impatto sanitario che verifichi se il territorio
interessato è in grado di sostenere ambientalmente il carico che si
prospetta nel futuro prossimo (raddoppio inceneritore di San Zeno,
quasi triplicazione della Chimet, nuovo grande impianto a biomasse a
Castiglion Fiorentino). Su questo importante tema la maggioranza del
Comune di Civitella non esprime alcun parere, semplicemente tace.
La legge e la logica amministrativa e politica consigliano che prima
di procedere a prendere in considerazione la richiesta della Chimet
occorre aspettare l’approvazione del piano provinciale dei rifiuti
pericolosi (in corso di redazione) vero e unico strumento
programmatorio in tema di smaltimento di rifiuti pericolosi. Anche
su questo la maggioranza del Comune di Civitella non esprime alcun
parere, semplicemente tace.
Tutti riconoscono che dopo lo studio dell’agenzia regionale di
sanità che ha rilevato nell’ultimo quinquennio nell’area Badia al
Pino, Pieve al Toppo, Tegoleto il triplo dei casi di leucemia
rispetto a quelli attesi, sia necessario effettuare uno studio
epidemiologico molto approfondito. Ci vuole solo un minimo di buon
senso per ritenere che solo dopo i risultati di questo studio
epidemiologico possa essere preso in considerazione il progetto di
ampliamento della CHIMET. La maggioranza in questo caso si esprime e
si dice incredibilmente contraria a questa eventualità, asserendo
che è necessario decidere subito senza aspettare i risultati finali
dello studio, appellandosi a norme di legge che in realtà sono
inesistenti. Perché allora questa fretta?
Sembra che i consiglieri della maggioranza, che nelle trenta
iniziative pubbliche che si sono svolte negli ultimi mesi di solito
hanno taciuto e nelle rarissime volte che hanno preso parola hanno
balbettato solo qualche frase di circostanza, siano consiglieri di
un altro comune, tutelino e rappresentino interessi diversi da
quelli della comunità che li ha eletti.
Comunità, è bene che tutti lo tengano a mente, che si è espressa
chiaramente attraverso la sottoscrizione in massa di una petizione
che chiedeva al sindaco e al Presidente della Provincia di negare
totalmente la richiesta di ampliamento della CHIMET.
Democrazia Partecipativa Civitella VENERDÌ 25 GENNAIO 2008 07:36 -
Democrazia Partecipativa Civitella