Democrazia Partecipativa: sui rifiuti occorre che le
autorità chiariscano senza reticenze
E’ veramente incredibile come in questi ultimi mesi il territorio
del comune di Civitella in Val di Chiana e quello di San Zeno siano
costantemente in primo piano per la vicenda dei rifiuti. Sembra
quasi che l’unica prospettiva di sviluppo (ma sarebbe meglio dire di
regresso) di questi territori sia lo smaltimento di rifiuti, siano
essi urbani, speciali, pericolosi, ospedalieri o di altro genere.
Prima l’ipotesi del raddoppio (o forse più) dell’inceneritore di San
Zeno, poi la richiesta della Chimet di aumentare notevolmente le
quantità di rifiuti pericolosi da incenerire, poi la notizia delle
diossine fuoriuscite – circa un anno fa - da uno dei camini della
Chimet in quantità superiore a 5 volte il limite massimo fissato
dalla legge, infine la recente e gravissima scoperta, fra Pieve al
Toppo e Badia al Pino, grazie ad una meritoria azione dei
carabinieri del NOE, di un capannone agricolo utilizzato come
deposito di rifiuti pericolosi ospedalieri.
I cittadini, giustamente, si allarmano, preoccupati della sorte del
proprio territorio. Ma le autorità pubbliche, a partire dal Comune
di Civitella, sembrano insensibili ed invece di impegnarsi in modo
trasparente e deciso nel tutelare la propria comunità dai rischi
ambientali che chiunque vede, si distinguono solo nel tentativo di
tranquillizzare, nel non dare alcuna seria spiegazione sugli episodi
più preoccupanti ultimamente successi e nel prendere,
sostanzialmente, una posizione favorevole al raddoppio della Chimet
e dell’inceneritore di San Zeno.
E dunque, ancora una volta – sull’episodio delle diossine -
Democrazia Partecipativa sollecita il Comune di Civitella a chiarire
a tutti i cittadini se ed eventualmente perché gli autocontrolli
CHIMET non hanno mai rilevato nulla, come mai dal giorno del
campionamento a quello della chiusura dell’impianto sono passati
oltre 4 mesi, la ragionevole stima dell’arco temporale in cui sono
uscite le diossine, per quale motivo i cittadini non sono stati
avvertiti, perché il Sindaco, quale autorità sanitaria locale, non
ha preso alcun provvedimento ed infine se è attualmente previsto un
Piano di Emergenza che possa scattare nel caso in cui si dovessero
nuovamente registrare episodi di emissione di diossina in quantità
superiore ai limiti di legge.
Viceversa sull’episodio del capannone agricolo utilizzato come
deposito di rifiuti pericolosi ospedalieri le autorità devono
chiarire perché tali rifiuti erano stivati in un ambiente totalmente
non consono per quel uso, a quale impianto di incenerimento erano
destinati, da quanto tempo andava avanti tale pratica, quali sono
state le quantità di rifiuti interessate, se ci sono state
contaminazione e si ci sono tuttora rischi di contaminazione, quali
sono i controlli che garantiscono che i limiti di stoccaggio e di
smaltimento stabiliti dalle autorizzazioni per i vari impianti della
zona vengono rispettati.
Infine sull’ipotesi del raddoppio della Chimet e dell’inceneritore
di San Zeno gli enti ed il comune di Civitella in particolare devono
solo prendere una decisa posizione contraria smettendo di girare
attorno al problema: la pressione sull’ambiente e sulla salute dei
cittadini degli attuali impianti è già in tutta evidenza non
sopportabile; pensare addirittura di raddoppiare tali impianti
significa, semplicemente, non avere a cuore il proprio territorio e
la popolazione che lo abita.
Gruppo consiliare Democrazia Partecipativa LUNEDÌ 20 AGOSTO 2007
13:30 - Gruppo consiliare Democrazia Partecipativa