Democrazia Partecipativa: sulle leucemie e sullo stato della salute dei cittadini di Civitella

Indispensabili ulteriori approfondimenti
E' stata interessante e riteniamo anche positiva la giornata di ieri durante la quale i tecnici dell'ISPO e di altri enti hanno presentato un primo studio per la valutazione dei possibili effetti sanitari derivanti dalle emissioni degli inquinanti dall'impianto Chimet. E' stata certamente utile la presentazione del lavoro finora fatto, ma pensiamo che sia stato ancor più utile il dibattito che ne è seguito. I numerosi interventi di consiglieri comunali, cittadini e medici hanno messo in luce i grossi limiti di questo studio ISPO e la necessità di lavorare, nei prossimi mesi ed anni, per avere finalmente un quadro veramente corretto e completo della situazione sanitaria dei cittadini di Civitella correlandola con l'emissione di sostante inquinanti dall'impianto della Chimet e dalle altre sorgenti situate nel Comune e nei territori circostanti.
In particolare è stato confermato il preoccupante dato delle leucemie (il triplo dei casi rispetto a quelli attesi) che non si distribuiscono su tutto il territorio comunale ma si concentrano soprattutto a Tegoleto ed in una certa misura anche a Badia al Pino. Gli esperti dicono che ad oggi non sono chiare le cause; noi, tuttavia, osserviamo che è ampiamente noto che la diossina (si veda Seveso) e il benzene sono gli agenti principalmente implicati in questa gravissima malattia. In ogni caso appare evidente che è necessario e prioritario uno studio approfondito che consenta di prendere dei provvedimenti affinché, nel futuro, si possano salvare delle vite umane.
E' stato evidenziato, inoltre, che i prossimi approfondimenti, andranno confrontati con gli studi effettuati 10 e 20 anni fa, mostrando così l'evoluzione dell'inquinamento nel corso del tempo. E' stato rimarcato il grave limite del mancato coinvolgimento dei medici di base del Comune, vista peraltro anche la loro dichiarata disponibilità; nei prossimi studi essi dovranno essere pienamente coinvolti e così potranno fornire dati ed informazioni utili sia alla vicenda “leucemie” sia più in generale allo stato di salute dei cittadini di Civitella.
Inoltre è apparso del tutto ingiustificato il mancato approfondimento sugli eccessi, statisticamente significativi, di decessi per enfisema polmonare e di ospedalizzazioni per bronchiti croniche. Tali preoccupanti dati, evidenziati nella relazione dell'ARS (Agenzia Regionale di Sanità) del dicembre scorso, sono stati semplicemente ignorati da questa prima relazione ISPO. Ricordiamo che il cadmio è implicato proprio negli enfisemi e nelle bronchiti croniche ed evidenziamo, inoltre, che il “contributo della Chimet per il cadmio sovrasta di gran lunga l'apporto di tutte le altre sorgenti industriali e che pertanto esso può essere considerato il tracciante principale delle emissioni dell'azienda”.
Al termine i relatori dello studio hanno sostanzialmente riconosciuto la fondatezza di queste e anche di altre osservazioni emerse nel corso del dibattito ed hanno evidenziato la loro disponibilità ad ulteriori approfondimenti suggerendo, come per esempio hanno fatto i tecnici dell'ARS, possibili ulteriori indagini.
Democrazia Partecipativa ritiene che gli Enti Pubblici (la Regione, la Provincia, il Comune, la AUSL) debbano rendere possibile – anche con la messa a disposizioni di risorse finanziarie – questi ulteriori approfondimenti avendo anche l'accortezza di coinvolgere il Comitato dei cittadini che potrebbe nominare un proprio esperto da inserire nel gruppo di lavoro.
Per intanto, visto questo quadro di notevole preoccupazione, appare scontato, per un banale principio di precauzione, che qualsiasi tipo di ampliamento ad attività inquinanti nel territorio di Civitella (e zone circostanti) a partire, ovviamente, dal raddoppio dell'impianto CHIMET, debba essere negato.

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