- Chimet, valutazione di impatto
ambientale su tutto l’Impianto
Scade fra qualche giorno il termine entro il quale la CHIMET dovrà
presentare alla Provincia i documenti necessari per la Valutazione
di Impatto Ambientale di tutti i propri impianti esistenti ad oggi.
Tale richiesta era stata formulata dalla Provincia verso la metà di
maggio 2008 ed aveva come termine 30 giorni.
Dunque, alla fine (anche se solo parzialmente), la tesi di
Democrazia Partecipativa e del Comitato dei cittadini, grazie
soprattutto all’interessamento del Ministero dell’Ambiente e della
Commissione Europea, è stata accettata anche dalla Provincia.
In pratica la Valutazione di Impatto Ambientale che la CHIMET aveva
attivato per il raddoppio del proprio impianto si dovrà fare, prima
di tutto, sugli impianti attualmente esistenti.
Insomma è stata implicitamente ammessa la scorretta interpretazione
di legge che ha consentito ad un’azienda (che possiede il terzo
inceneritore di rifiuti sanitari più importante d’Italia) di operare
per tanti anni, incredibilmente, senza aver esperito alcuna
valutazione di impatto ambientale.
Ricordiamo che tutta la vicenda era iniziata esattamente un anno fa,
nel giugno 2007 quando la Chimet rese nota, con un’assemblea presso
la sede del comune di Civitella, la sua intenzione di raddoppiare i
propri impianti.
Poi a seguito dei rilievi e delle enormi lacune evidenziate dal
comitato dei cittadini, dalle associazioni ambientaliste, dal Comune
stesso, dall’ASL e dall’Arpat, la Chimet fu costretta a presentare a
dicembre 2007 delle integrazioni con una nuova assemblea pubblica.
Ed oggi, secondo la recente richiesta della Provincia, la Chimet
dovrà sostanzialmente riformulare lo studio di impatto ambientale
accompagnato, riteniamo, da una nuova presentazione pubblica.
Insomma, come in un interminabile gioco dell’oca siamo tornati al
punto di partenza.
Ma quest’anno è trascorso non invano e molte cose sono successe.
L’interessamento di forze politiche (come la nostra), e soprattutto
del Comitato dei cittadini ha sortito molti effetti.
Il velo che copriva da troppo tempo la vicenda Chimet si è alzato.
L’attenzione del Ministero, della Commissione Europea, del Corpo
Forestale dello Stato, della Magistratura sta permettendo di capire
finalmente se e quanto questa azienda è ed è stata un pericolo per
la comunità locale in termini di inquinamento ambientale.
Peraltro un primo risultato lo possiamo già dare per acquisito: da
quest’anno è terminata la lunga teoria (durata nove anni di fila) di
deroghe provinciali, da più parti definite illegittime, che hanno
consentito alla Chimet di incenerire rifiuti pericolosi molto oltre
le ordinarie autorizzazioni.
MERCOLEDÌ 11 GIUGNO 2008 07:49 - Democrazia Partecipativa Civitella
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