- Basta cavilli sul referendum
consultivo sul raddoppio Chimet
Abbiamo letto l’intervento del Sindaco di Civitella e del gruppo di
maggioranza in merito al loro voto contrario alla delibera che, se
approvata, avrebbe istituito il regolamento per la disciplina del
referendum consultivo comunale; istituto, lo ricordiamo, già
previsto dallo Statuto comunale. L’intervento del Sindaco (e della
maggioranza) conferma in pieno quanto avevamo già affermato in una
nostra presa di posizione pubblica: essi hanno una paura matta del
responso di un eventuale referendum consultivo sulla vicenda
raddoppio Chimet e per questo si oppongono all’approvazione del
regolamento per l’indizione del referendum. Una cosa di così basso
livello politico che si commenta da sola.
Per quanto riguarda invece i cavilli tirati in ballo in modo
pretestuoso dal Sindaco osserviamo quanto segue:
1) l’istituto del referendum consultivo è previsto dallo Statuto
comunale fin dal 1991. In questi anni il regolamento attuativo non è
mai stato sottoposto all’attenzione del consiglio comunale poiché
nessun gruppo consiliare o comitato di cittadini l’aveva chiesto. Ma
da un anno a questa parte ben due gruppi consiliari e un comitato di
cittadini (che ha raccolto oltre 3.000 firme) chiedono questo
regolamento alla cui approvazione il gruppo di maggioranza e il
Sindaco si oppongono strenuamente, anche con attività
ostruzionistica. Cortesemente, ci vuol dire il Sindaco, quale
spessore ritiene che possa avere chi, per paura di un referendum
sulla vicenda raddoppio Chimet, si oppone a regolamentare un
istituto previsto dallo Statuto comunale? Attendiamo fiduciosi una
risposta.
2) La commissione consiliare (le cui opposizioni sono state
costrette più volte a convocare in modo autonomo vista l’inerzia del
Presidente nominato dalla maggioranza) ha elaborato due testi: uno
di maggioranza e uno di minoranza. Nella discussione in Consiglio
comunale è emerso chiaramente che il testo della maggioranza era in
contrasto in diverse parti con lo Statuto; il testo delle minoranze
invece era conforme allo Statuto. E infatti il Sindaco nella sua
lacunosa ricostruzione non dice perché lui e la sua maggioranza
hanno votato contro al testo delle minoranze, ma non si sono degnati
neanche di mettere in votazione il testo elaborato da loro stessi.
3) Quanto alla questione del Presidente del collegio dei revisori
dei conti e alla sua ipotetica incompatibilità a far parte della
commissione referendaria invitiamo il Sindaco e la sua maggioranza a
farla finita con i cavilli. Il testo unico degli enti locali si
riferisce infatti al divieto di incarichi di carattere professionale
e non di carattere istituzionale; sfidiamo il Sindaco e la sua
maggioranza a produrre dottrina o giurisprudenza che smentisca
questo assunto. Del resto – è bene ricordarlo – il parere del
Segretario comunale era FAVOREVOLE, seppur con riserva, alla
delibera votata dalle minoranze e respinta dalla maggioranza.
4) E’ grave e impropria la presa di posizione del Sindaco che dice
che non si può fare un referendum sulla vicenda del raddoppio della
Chimet. Infatti non è lui, ma il comitato referendario che deve
decidere l’ammissibilità o meno a referendum di un quesito. Nel
merito, un referendum consultivo sul parere del comune di Civitella
alla VIA sul raddoppio Chimet è fin troppo ovvio che sia conforme
allo Statuto e alla legge in quanto è materia di esclusiva
competenza comunale e non c’entra nulla con piani e altri aspetti
urbanistici.
Ma al di là dei cavilli perché a Castiglion Fiorentino la
maggioranza ha deciso di promuovere un referendum sulla vicenda ex
zuccherificio ed impianto a biomasse e a Civitella invece la
maggioranza fa le barricate per impedire di farlo sulla questione
Chimet? Lo vuole spiegare una buona volta il Sindaco ai cittadini di
Civitella?
Quanto al fatto che il Sindaco si autodefinisce leale, onesto,
rispettoso dei ruoli e al servizio della comunità mentre invece i
componenti di Democrazia Partecipativa – secondo la sua consueta
pesante allusione – sarebbero sleali, disonesti e non al servizio
della comunità vogliamo solo osservare che tali affermazioni
confermano il livello del suo spessore politico e anche il suo
stravagante concetto di democrazia.
La lista Democrazia Partecipativa – glielo rammentiamo – si è
presentata alle elezioni comunali del 2006 con un programma
amministrativo contenente, fra le altre cose, il blocco a qualsiasi
nuova attività inquinante (o ampliamento di attività inquinanti
esistenti) vista la situazione ambientale del Comune che, come è
noto, è già eccessivamente sotto pressione. Alle elezioni Democrazia
Partecipativa ha ottenuto consensi sufficienti per eleggere due
consiglieri comunali che coerentemente al programma presentato
svolgono il loro lavoro di opposizione. Il Sindaco – incredibile a
dirsi – non ha mai accettato questo semplice concetto di democrazia;
in altre parole non accetta che vi possa essere una opposizione. Non
sappiamo cosa farci; confidiamo che prima o poi se ne farà una
ragione.
Infine, rispetto al fatto che la gente si sarebbe stancata delle
chiacchiere di Mencucci e Scortecci, il Sindaco lo scrive ma pensa
esattamente il contrario, vista la sua paura di verificarlo
attraverso un referendum consultivo.
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