Democrazia Partecipativa: utili record per la Chimet nonostante i minori rifiuti inceneriti

Dall'approvazione del Bilancio di esercizio 2008 emerge che nello scorso anno la CHIMET ha conseguito degli utili pari a 12,796 milioni di euro (8,609 milioni di euro netti) a fronte di un valore della produzione pari a circa 562 milioni di euro. Sono numeri – oltre che di enorme valore assoluto – anche record per la CHIMET, nel senso che mai nella sua storia aveva conseguito tali risultati. In particolare il volume d'affari si è incrementato negli ultimi anni passando dai 364 milioni di euro del 2005, ai 456 milioni di euro del 2006, ai 526 milioni di euro del 2007 ed infine ai 562 milioni di euro del 2008. Inoltre la stessa azienda indica che per il 2009 “i volumi realizzati nel primo trimestre sono in linea con le previsioni attese e consentono di ipotizzare un consolidamento dei volumi intermediati, con incoraggianti segnali in alcuni settori di riferimento”.
Di contro l'andamento del quantitativo dei rifiuti pericolosi e non pericolosi autorizzato all'incenerimento ha avuto un trend discendente: 22.000 tonnellate nel 2005 e nel 2006, poi scese a 14.250 tonnellate nel 2007 per fermarsi alle 12.500 tonnellate nel 2008; questa diminuzione delle autorizzazioni, come è noto, deriva dal fatto che la Provincia di Arezzo ha cessato (parzialmente nel 2007 e totalmente nel 2008) di concedere le “deroghe” alle ordinarie autorizzazioni che per tanti anni hanno consentito alla CHIMET di avere autorizzazioni ad incenerire 9.500 tonnellate ulteriori rispetto a quelle normalmente consentite.
Come tutti ricorderanno nei giorni passati l'azienda e anche i suoi dipendenti hanno manifestato chiedendo che venga concessa l'autorizzazione all'ampliamento e all'aumento del quantitativo di rifiuti da incenerire paventando – in caso contrario - rischi per il futuro dell'attività e per i posti di lavoro. A parere di Democrazia Partecipativa invece i dati di bilancio dicono ben altre cose. In particolare, da essi, emerge che la semplice attività di incenerimento di rifiuti (perlopiù ospedalieri) è del tutto marginale nell'attività dell'azienda sia in termini di fatturato che di dipendenti ivi impiegati; i numeri di bilancio dimostrano inoltre che l'azienda può aumentare la propria attività (cosa che in realtà ha già fatto negli ultimi anni) anche mantenendo le attuali autorizzazioni all'incenerimento di rifiuti.
Alla luce di tutto questo rimane francamente poco comprensibile il perché la CHIMET si ostini a chiedere l'aumento del quantitativo dei rifiuti pericolosi e non pericolosi da incenerire nonostante la giusta opposizione della popolazione preoccupata da una evidente sovra-esposizione del territorio agli inquinanti. Dalla semplice lettura del bilancio emerge chiaramente come per la CHIMET l'aumento del quantitativo di rifiuti da incenerire non sia di fondamentale importanza né per il consolidamento dell'attività dell'azienda né per il mantenimento dei posti di lavoro.
MERCOLEDì 05 AGOSTO 2009 08:19 - Gruppo consiliare di Democrazia Partecipativa Civitella

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