- La maggioranza consiliare di
Civitella perde un'altra occasione
L'atteso e importante Consiglio Comunale aperto di martedì scorso di
Civitella sulla CHIMET e sulle tematiche ambientali/sanitarie
connesse si è concluso con l'astensione della maggioranza consiliare
sul documento presentato dai gruppi di opposizione. Purtroppo ancora
una volta la maggioranza consiliare ha perso un'occasione per
condividere ragionevoli linee di indirizzo proposte a vantaggio
della comunità ed elaborate sulla scorta degli ultimi avvenimenti.
Come è noto il parere della Commissione di inchiesta sulla Chimet ha
espresso vari e diffusi suggerimenti e indicazioni fra cui,
naturalmente, il giudizio negativo sulla valutazione di impatto
ambientale avente per oggetto la richiesta di ampliamento
dell'attività. La maggioranza consiliare ha deciso di fermarsi qui,
ribadendo nel proprio documento solo i contenuti delle conclusioni
della commissione di inchiesta. Una cosa certamente necessaria - e
del resto anche scontata - ma tuttavia largamente insufficiente.
Infatti le conclusioni della commissione di inchiesta suggeriscono
delle consequenziali linee di indirizzo per l'amministrazione
comunale assai semplici se non addirittura ovvie ed è un vero
peccato che la maggioranza consiliare non ne voglia prendere atto.
Anzitutto il fatto che lo studio pilota di monitoraggio biologico
evidenzi un quadro ambientale e sanitario assai problematico e
preoccupante del territorio di Civitella consiglia, in tutta
evidenza e ovvietà, che in attesa dei risultati della valutazione di
impatto sanitario vi sia il blocco non solo dell'ampliamento della
CHIMET ma anche degli altri inceneritori che gravano sulla zona (per
esempio il raddoppio dell'inceneritore di San Zeno). Il non voler
estendere questa sorta di moratoria a tutti questi impianti è
incomprensibile: per noi non c'è differenza – fatte naturalmente le
dovute proporzioni - fra CHIMET, AISA, SAFIMET o altri. Non c'è
differenza perché il nostro interesse – contrariamente a quello che
qualcuno dice - non è quello di essere contro un'azienda, ma più
semplicemente di essere a favore dell'ambiente e della salute dei
cittadini.
Inoltre – raccogliendo uno spunto della commissione di inchiesta -
ci sembrerebbe necessario attivare un gruppo di lavoro tecnico nel
quale siano presenti anche i rappresentanti del Comitato dei
cittadini al fine di valutare i danni subiti dai cittadini e
dall'intera comunità compreso il deprezzamento del costo degli
edifici e dei terreni agricoli posti nell'arco di alcuni chilometri
dallo stabilimento CHIMET individuando anche i criteri, le modalità
e i percorsi giuridici attraverso i quali i cittadini e
l'amministrazione comunale danneggiati potrebbero essere
adeguatamente risarciti dei danni subiti. In sostanza crediamo che
di fronte a quanto sta emergendo i cittadini non devono essere
lasciati soli ma al contrario dovrebbe essere loro fornito un chiaro
quadro sulla base del quale poi ognuno potrà decidere cosa fare.
Invece per ciò che concerne la certificazione EMAS di cui si fregia
la CHIMET sono fin troppo note le numerose incongruenze ed
incertezze relativamente ai tempi, modi e contenuti delle procedure
di certificazione e anche alla sua attuale validità o meno; ciò
premesso e anche in relazione al fatto che la certificazione EMAS ha
costituito un elemento molto importante nel rilascio
dell'autorizzazione AIA del 06.12.2007 riteniamo che tutti questi
dubbi ed incongruenze (clamorosamente non ritenuti degni di
interesse dalla Provincia nell'ambito dell'inchiesta pubblica)
debbano essere approfonditi e chiariti.
Infine riteniamo che alla CHIMET, dopo il diniego all'ampliamento
(cosa ormai acquisita), venga data una chiara indicazione – nello
stesso interesse dell'azienda e dei suoi lavoratori -
dell'indispensabilità di attivare immediatamente una nuova VIA
sull'attuale impianto e sulle attuali autorizzazioni. A questo
proposito si ricorderà che sia il Ministero dell'Ambiente che la
Commissione Europea qualche tempo fa evidenziarono che anche
l'attuale impianto con le attuali autorizzazioni – indipendentemente
dalla richiesta di ampliamento – doveva, e comunque deve tuttora,
essere obbligatoriamente sottoposto a VIA. Peraltro proprio
l'attivazione di tale procedura è la maggiore garanzia per il
raggiungimento dei risultati complessivamente indicati dalla
commissione di inchiesta per il prossimo futuro (in particolare “il
continuo aggiornamento delle migliori tecnologie applicabili con il
conseguente aggiornamento dell'AIA”).
Queste le principali proposte dei gruppi di opposizione alle quali
la maggioranza consiliare ha detto di no con motivazioni deboli o
addirittura del tutto assenti.
Tuttavia non disperiamo. Infatti siamo certi che - come del resto
nel passato – le posizioni dell'opposizione da osteggiate
diventeranno poi, col passare del tempo, patrimonio condiviso di
tutto il Consiglio Comunale.
Gruppo consiliare Democrazia Partecipativa
www.comitatotutelavaldichiana.it
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