Chimet: risvolti sociali di un episodio storico
 
Torniamo a parlare della vicenda Chimet e del "blitz" messo in atto due giorni fa dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, su ordine del PM aretino Roberto Rossi. Per conoscere i risultati delle verifiche effettuate dal Corpo Forestale serviranno due settimane ed è quindi inutile fare congetture, rischiando di intentare processi ed emettere sentenze prima del momento opportuno, senza avere in mano dati e prove concrete. Meglio pensare ad altro, cercando di mettere in luce le ricadute sociali di questa che è una vicenda che resterà nella storia perchè dentro di sè ha molti elementi di novità.

Ce ne sono almeno tre:

- il definitivo distacco fra mondo operaio e mondo ecologista, come pure fra partiti di sinistra e mondo operaio. Gli interessi non sono infatti coincidenti e i partiti un tempo operaisti, ora convertiti all'ecologismo, sono diventati per gli operai della Chimet un terribile spauracchio. Dimostrazione concreta le frizioni degli ultimi mesi, trasformatesi poi in veri scontri frontali. Un'avvisaglia c'era stata con la Sadam, il colpo finale c'è stato con la Chimet. Un tempo tutto questo non sarebbe potuto succedere, come pure non si sarebbero visti interventi delle RSU a difesa della Dirigenza aziendale, ma adesso accade.

- per la prima volta a livello locale l'azione di un comitato di cittadini che si proclama apolitico (poco importa se poi nella sua azione trova convergenze con alcuni partiti) si impone come soggetto di forte peso, tanto da presentare esposti e riuscire a ottenere l'intervento della magistratura. Una vittoria notevole per l'anti-politica. Prima c'era l'idea che senza partiti era impossibile essere ascoltati e far valere le proprie ragioni. Il Comitato Tutela Valdichiana ha dimostrato che i tempi sono cambiati e l'impegno civile "all'americana", su temi locali e senza legami con strutture di portata nazionale, può prendere campo dovunque.

- per la prima volta a livello locale ci sono state critiche aperte e nette verso l'operato della magistratura. Non era successo con Variantopoli, è successo adesso con la Chimet. Non sono stati solo gli operai e la dirigenza dell'azienda a lamentare un comportamento troppo "spettacolarizzato" della magistratura. Le lamentele sono riecheggiate anche in varie parti politiche e, per ultimo, caso che rappresenta una reale novità, in una presa di posizione ufficiale di Confidustria, molto più moderata ma comunque eloquente..

I tempi stanno cambiando davvero. La cesura col passato è notevole e la querelle-Chimet lo dimostra. VENERDÌ 22 FEBBRAIO 2008 20:32 - Michele Lupetti
 

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