In data 14 giugno 2007 la CHIMET Spa ha presentato una Valutazione di Impatto Ambientale al fine di ottenere l’autorizzazione per un enorme aumento dell’attività che attualmente svolge nel grandissimo impianto di Badia al Pino.
Tipologia di rifiuti da trattare (attraverso l’incenerimento) richieste della Chimet attraverso la VIA
Rifiuti pericolosi: Attuale 8.000 tonnellate annue -> Richiesta 20.000 tonnellate annue!
Rifiuti non pericolosi: Attuale 4.500 tonnellate annue -> Richiesta 10.000 tonnellate annue!
Da notare che l’impianto di incenerimento di rifiuti pericolosi CHIMET di Badia al Pino è già oggi il più grande della Toscana e fra i più grandi d’Italia.
La CHIMET Spa inoltre chiede al Comune di poter ampliare e costruire nuovi capannoni ed altri edifici per un totale di circa 62.000 metri cubi. Tanto per dare un’idea le nuove costruzioni richieste dalla CHIMET corrispondono ad un volume che occuperebbero 200 nuovi appartamenti di medie dimensioni.
La CHIMET Spa si vanta di aver ottenuto certificazioni di qualità di livello europeo, ma nulla dice sul fatto che circa un anno fa le rilevazioni dell’ARPAT hanno verificato emissioni di DIOSSINE e FURANI (che sono gli inquinanti più pericolosi) superiori di oltre 5 volte il limite massimo fissato dalla legge.
Per questo motivo alla CHIMET è stato vietato di utilizzare l’impianto di incenerimento rifiuti per un certo periodo di tempo. Scandaloso è che il Sindaco di Civitella e la sua Giunta (che non perdono occasione per sottolineare quanto sarebbero trasparenti) pur perfettamente a conoscenza di questo episodio si siano ben guardati di comunicare alcunché alla cittadinanza.
NON BISOGNA ESSERE ESPERTI, MA SOLO AVERE UN MINIMO DI BUON SENSO, PER CAPIRE CHE LA CHIMET NON PUO’ AVERE NESSUNA AUTORIZZAZIONE PER QUALSIASI TIPO DI AMPLIAMENTO (NEANCHE PICCOLO). L’IMPIANTO E’ A RIDOSSO DI AREE DENSAMENTE POPOLATE (BADIA AL PINO, PIEVE AL TOPPO, TEGOLETO) PERALTRO INTERESSATE ANCHE DALL’INQUINAMENTO PRODOTTO DALL’INCENERITORE DI SAN ZENO (CHE DISTA SOLO 2 KM DA PIEVE AL TOPPO). L’ATTIVITA’ SVOLTA DALLA CHIMET - CHE E’ PERICOLOSA - E’ GIA’ OGGI INCOMPATIBILE CON LE VICINISSIME AREE RESIDENZIALI.
SE ESSA DOVESSE ESSERE RADDOPPIATA DIVENTEREBBE DOPPIAMENTE INCOMPATIBILE.
LA NOSTRA PROPOSTA E’ SEMPLICE: GLI ENORMI UTILI DI BILANCIO DELLA CHIMET: BEN 11,5 MILIONI DI EURO NEL SOLO 2006 (circa 23 miliardi delle vecchie lire) VENGANO REINVESTITI, NON NELL’AMPLIAMENTO DELL’ATTIVITA’, MA NELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI E DEI CITTADINI DIMINUENDO L’INQUINAMENTO PRODOTTO.

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