Ancora sulla centrale a biomasse e sull'esigenza di trasparenza
 
Mentre leggevo l'ennesimo documento sul progetto di centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino, mi è capitato sott'occhio il "Lunario del Neopeggio 2008" degli Avanzi di Balera. Vi si legge dell'Apocalisse a Scapruggine e ". la cruda testimonianza di un sopravvissuto: «Ho aciaccato 'na biomassa .»". Ho sorriso, non tanto per la battuta, ma perché mi sono reso conto di quale arma posseggano i comici. Con l'ironia, l'irriverenza, l'intelligente satira essi riescono a condensare in due righe l'essenza di un anno di parole. Gli Avanzi di Balera hanno capito subito, e tradotto alla loro maniera per il pubblico, che cosa sia alla fine del "salmo" questa biomassa che vorrebbero propinarci nella futura centrale castiglionese. Mi meraviglio che navigati politici non lo vogliano capire.
Accadde anche ai tempi dell'idea di aeroporto in Valdichiana, quando mentre il sindaco Lucherini magnificava la sua idea, gli Avanzi uscirono con il loro spettacolo ridicolizzante intitolato "Il cielo sopra Rigutino", che fece capire a tutti il reale spessore della trovata "aeroportuale".
Ma a Castiglioni si continua a credere sul progetto di centrale a biomasse senza biomasse e non si vuole capire che, in mancanza di queste, si arriverà a quelle biomasse "aciaccate" dal personaggio sopravvissuto all'Apocalisse degli Avanzi.
Intanto leggiamo la risposta del sindaco di Castiglion Fiorentino ad Italia Nostra ed alla Frances Mayes, dove contesta loro una visione irreale ed oleografica della Valdichiana. Purtroppo la Valdichiana descritta dalla scrittrice americana era quella reale, solo che il romanzo è stato scritto alcuni anni fa, prima che le amministrazioni locali rendessero irriconoscibili molte realtà della Valle. E comunque non mi sembra da accettare l'idea che siccome i bravi amministratori del passato hanno danneggiato pesantemente la Valdichiana, tanto vale perseverare nel diabolico disegno riversandoci tutte le brutture e le industrie a rischio.
Se così si facesse, ecco che lo stesso assunto del sindaco Brandi, laddove spiega che a Castiglioni convivono da molti anni industrie, attività artigianali, agricoltura e turismo, verrebbe a decadere. Infatti, queste attività devono necessariamente convivere, senza che l'una danneggi irrimediabilmente le altre: tanto più se si tratta di attività già ben avviate e per le quali sono stati investiti ingenti capitali. Credo che non faccia piacere ai potenziali residenti stabili ed ai turisti che soggiornano periodicamente a Castiglioni, Cortona e nella zona sud di Arezzo, il vedere due enormi torri troncoconiche in cemento armato che fumano (seppur 200.000 metri cubi annui di acqua trasformata in innocuo vapore) ed accanto due camini, anch'essi che fumano: cosa fumano lo sapremo fra molti anni, dall'ennesima allarmante indagine dell'apposita Commissione sanitaria regionale.
Questo lo hanno detto chiaramente gli operatori turistici di Cortona e quelli di Castiglioni. Pare che lo abbia detto anche la Frances Mayes, cittadina onoraria di Cortona, che da anni è legata fortemente alla vicina Città ed alla nostra valle.
Purtroppo, come spesso accade in Italia, i pareri non contano in egual modo, gli interessi non si tutelano alla stessa maniera, 5.500 cittadini contano molto, ma molto meno di quattro politici, qualche sindacalista e di qualche furbo imprenditore del nord.
E a proposito di politici devo dire che sono sobbalzato sulla sedia quando ho letto l'accordo siglato in Provincia il 18 dicembre 2006. In quella sede, dove si stabiliva il percorso di gestione degli aspetti occupazionali, legati alla riconversione dell'ex Zuccherificio, al tavolo con gli amministratori provinciali, con i rappresentanti della Eridania Sadam, della Actelios e con i rappresentanti sindacali, c'era anche il sindaco di Castiglioni con due assessori. Ebbene uno di questi assessori era un dipendente Sadam in cassa integrazione. Non so se abbia successivamente partecipato alle trattative con la Powercrop, se abbia avuto un ruolo più o meno determinante nell'accoglimento dell'accordo per una centrale a biomasse. Ricordo, però, che uscì dall'aula consiliare nella primavera scorsa, quando doveva essere approvato il Piano Strutturale con la norma che impediva l'insediamento di qualsiasi centrale a biomasse nell'area dell'ex zuccherificio.
Al di là di altre implicazioni che non sono di nostra competenza, vorrei chiedere agli amici Giuseppe Alpini, Gabriele Nocentini, Paolo Brandi, Mario Menci, Edoardo Lucci e ai tanti altri che nel 1990-1992 lottarono contro un certo modo di amministrare Castiglioni: cosa avremmo detto se un assessore del sindaco Presentini avesse tenuto analoghi comportamenti? Avremmo segnalato il fatto? Era questo quel nuovo modo di amministrare la "cosa pubblica" che immaginavamo nel 1993?
Visti i presupposti, al di là del caso specifico, per le richieste di trasparenza che provengono da vasti settori della cittadinanza, non sarà il caso di chiedere a chi di dovere, di accertare se in tutta questa vicenda vi siano stati soggetti che per l'incarico ricoperto hanno avuto eventuali interessi privati, hanno eventualmente abusato della loro carica, hanno eventualmente lavorato per un "bene" particolare anziché il Bene Comune?
Credo che togliere qualsiasi dubbio sia un aspetto positivo per tutti.
Aspetto risposte concrete, che vadano al di là degli slogan. Anche perché mi sembra che ormai "l'antipolitica" alberghi più nei palazzi del potere che nelle piazze.
 
Santino Gallorini

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