Il sindaco Brandi non vuole capire!

Ogni volta che il nostro Comitato mette a conoscenza la cittadinanza castiglionese e della Valdichiana di certi particolari, legati alla centrale a biomasse, ecco che arriva puntualmente la risposta del sindaco Brandi, fatta di carote (poche) e "bacchettate" (molte).
Salvo poi infarcire il tutto con inviti alla tolleranza, alla collaborazione ed alla comprensione.
Ci si dimentica, però, di un piccolo particolare: il nostro Comitato ha presentato in Comune le firme di 5.500 cittadini che chiedevano, anzi imploravano, al Sindaco Brandi di non firmare alcun accordo di ristrutturazione e riqualificazione dell'area dell'ex Zuccherificio, che comprendesse una centrale a biomasse.
Abbiamo ripetutamente chiesto un referendum popolare, propedeutico a qualsiasi firma di accordi con la proprietà dell'ex zuccherificio.
Abbiamo chiesto di poter valutare progetti alternativi a quello (unico) della Powercrop.
Qual è stata la risposta dell'amministrazione Brandi? Lo dobbiamo ancora ripetere? E sia:
- solo il 7 dicembre Brandi e Lucci incontrano la cittadinanza a Manciano illustrando, agli oltre 200 presenti, quello che ormai è stato deciso. Annunciano che le MW elettriche sono state diminuite da 11 (e poi 10 e 9,2) a 7, quindi minore sarà l'impatto e il combustibile bruciato. Intervengono decine di cittadini, tutti contrari alla centrale a biomasse, NESSUNO A FAVORE!!
- 9 dicembre: la mattina della domenica viene convocato un Consiglio comunale straordinario dove si fa approvare un Atto di Indirizzo.
Buona parte della nottata è stata passata in trattative fra le varie anime della maggioranza ed è stato elaborato un testo che dovrebbe dare le garanzie richieste da quei consiglieri preoccupati (come il Comitato ed i 5.500 cittadini) che la centrale a biomasse diventi un inceneritore.
- 10 dicembre: il sindaco si reca a Firenze e firma l'accordo che dà il via libera alla riconversione dell'ex Zuccherificio.
Grandi feste a Roma (ministro dell'agricoltura) a Firenze (assessore) ed in altre parti d'Italia.
- 11 dicembre: riusciamo ad avere il testo dell'accordo firmato.
Ad esso sono stati allegati altri documenti, alcuni in contrasto con l'accordo stesso.
Non si trova traccia dell'Atto d'Indirizzo né fra i punti firmati e né fra gli allegati.
Nel testo dell'accordo non si trovano alcune delle garanzie sbandierate (paletti): non è quantificata la superficie massima da adibire a biomasse, non è quantificata la biomassa da bruciare, non troviamo l'importantissimo vincolo, (contenuto nel punto 9 dell'Atto d'indirizzo) dove si vieta che in futuro la Powercrop collochi nell'area ex Sadam "nuove centrali a biomasse e/o potenziamento di quelle esistenti".
Addirittura si scopre che se è vero che le MW elettriche sono scese a 7, le MW termiche sono rimaste 40 come nelle prime ipotesi; ne consegue che la roba da bruciare è la stessa e non è diminuita affatto!
Troviamo anche tutta una serie di punti poco chiari o comunque inquietanti: 30 anni di comodato per i laghetti dell'ex zuccherificio senza che si sappia chi pagherà la loro bonifica; un mare di cemento travestito da villaggio "ecosostenibile"; un milione e settecentomila euro per l'acquisto dell'ex ospedale che però verranno versati solo dopo che la centrale entrerà in esercizio e non è prevista alcuna rivalutazione; un campo sportivo ed un centro polifunzionale realizzato sempre dopo che la centrale entrerà in esercizio.
400.000 metri cubi di acqua di falda consumati ogni anno.
In tutto questo, poi, vediamo che i posti di lavoro certi sono molti meno di quelli sbandierati.
Per il Sindaco Brandi diciamo cose che non sono vere?
Allora spieghi il perché è stato costretto a spedire lettere a destra ed a manca, per cercare di reiserire dalla finestra quell'Atto d'Indirizzo che si era "dimenticato" di far entrare dalla porta principale dell?accordo.
E ripetiamo: esso deve essere inserito in calce all'accordo, previa sottoscrizione di tutti i soggetti.
E diciamocelo una volta per tutte: cosa c'entrano lavoro, impresa e sviluppo con una centrale a biomasse?
Perché, chiediamo di nuovo, si è voluto testardamente inserire la biomassa?
Sappiamo tutti che al suo posto si potrebbero bruciare i rifiuti.
Perché dunque rischiare?
Non sarebbe stato meglio se al suo posto ci fosse solo un'adeguata centrale solare?
Non sono lavoro, impresa e sviluppo anche i capitali investiti in turismo, agriturismo, agricoltura biologica, sport equestri ecc.?
E se un domani arriverà un inceneritore che fine faranno queste voci che, è innegabile, portano posti di lavoro e benessere all'intera collettività?
Pertanto, lo ripetiamo, siamo disposti a collaborare come abbiamo fatto nel passato, purché si prenda atto che i Castiglionesi, in grande maggioranza, non vogliono alcuna centrale a biomasse nel loro territorio.
Togliere la centrale a biomasse si può.
E' stato fatto con quella a biodigestore, senza che per questo sia stato sconvolto il piano di ristrutturazione dell'ex Zuccherificio; crediamo che lo stesso possa essere fatto anche con la biomassa.
Questo è il nostro obiettivo ed a questo vogliamo arrivare, con determinazione, tenacia e inflessibilità.
Ed infine, caro sindaco, la smetta di additare per violenti tutti quelli che non la pensano come lei.
E già che ci siamo, chiariamo anche che noi abbiamo piena fiducia nelle istituzioni, incominciamo però a dubitare di lei.

Visto che parla di "sfide di una economia che si trasforma di un modello che non è più in grado di sostenersi ambientalmente e socialmente", inizi a installare negli stabili pubblici i pannelli fotovoltaici, avvii la raccolta differenziata dei rifiuti negli uffici comunali, faccia installare dei depuratori nelle scuole invece di usare l'acqua in bottiglie di plastica.
La gente vuole fatti non chiacchere!!!

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