Centrale a biomasse: incontri tra gli amministratori e la popolazione castiglionese

L’amministrazione Comunale di Castiglion Fiorentino, con l’incontro di Manciano del 18 febbraio, prosegue il suo tour nelle frazioni per spiegare ai cittadini perché non dovrebbero temere la realizzazione di una centrale a combustione.
In tutti gli incontri, numerosi cittadini preoccupati sono intervenuti per sottoporre agli Amministratori le paure e i dubbi su un progetto non sostenibile per il territorio della Valdichiana e in particolare per Castiglion Fiorentino.

Dal dibattito sono emersi diversi dubbi:
Rischio possibile che l’utilizzo di 400.000 metri cubi d’acqua ogni anno possa causare il prosciugamento dei pozzi delle frazioni di Manciano e La Nave (è ormai un fatto assodato che piove sempre meno).
Svalutazione degli immobili realizzati con immensi sacrifici di intere generazioni.
Rischi per la salute a causa dei fumi e delle nano particelle sprigionate dalla combustione di 1.000.000 di quintali di biomasse all’anno.
Nessuna certezza che in futuro la centrale non possa essere riconvertita in un inceneritore di rifiuti, magari grazie ad un cambio di amministratori.
Assenza nell’Accordo di Riconversione, firmato a Firenze il 10/12/07, dell’Atto d’Indirizzo votato dal Consiglio Comunale il 9/12 (l’Atto d’Indirizzo conteneva importanti vincoli ad esempio l’impossibilità di ampliare la centrale o a costruirne una nuova).
Assenza della biomassa entro il raggio di 70 Km previsto dall’Accordo di Filiera (ma se non c’è la biomassa che cosa bruceranno?).
Non sostenibilità economica nel lungo periodo della centrale. Le sovvenzioni statali (circa 90 milioni di euro all’anno) attraverso i CIP6, Certificati Verdi, Conto Energia, saranno erogati SOLO per 15 anni. Cosa succederà una volta terminate le sovvenzioni?
Bruceranno rifiuti minacciando in caso contrario il licenziamento di tutti i lavoratori?
Pericoli per la salute dei cit tadini a causa di una forte concentrazione nell’arco di 10 Km di impianti d’incenerimento (l’inceneritore di San Zeno, l’inceneritore di rifiuti SPECIALI Chimet di Badia al Pino, la Romana Maceri a Viciomaggio e molte altre ancora) oltre all’autostrada del Sole e alla Superstrada Si/Pg.
La recente autorizzazione che i Sindaci aretini hanno varato in merito all’ampliamento dell’inceneritore di San Zeno portandolo da 400.000 a 750.000 quintali all’anno.

I dubbi sollevati dai cittadini sono tanti e molto seri. Le certezze poche.

Nell’incontro di Manciano il Sindaco Brandi ha dichiarato davanti a tutti, che la V.A.S.* sarà fatta
e che se dovesse dare esito negativo la centrale non verrà mai realizzata. Crediamo che le parole
abbiano un peso, aspettiamo di sapere dal Sindaco come intenderà muoversi affinché dagli
impegni assunti si passi ai fatti.

Comitato Tutela Valdichiana
20 Febbraio 2008

*Valutazione Ambientale Strategica: studio che valuta l’impatto di tutti gli impianti pericolosi presenti in un’area vasta
sulla salute.

www.comitatotutelavaldichiana.it