La centrale a biomasse a Castiglion Fiorentino?

Arriva arriva...
Ora che Vasai è stato eletto, la centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino è ancora più vicina.
Dalle sue dichiarazioni prima delle elezioni, al neo-eletto Presidente della Provincia, in perfetta simbiosi col Sindaco Brandi, manca solo un tassello prima di dare il via libera definitivo.
Che però, stranamente, non riguarda ne la salute della Gente, ne l'ambiente, ne i pericoli che questa potrebbe portare in un prossimo futuro.
Aspettano solamente che la Sadam-Powercrop alla fine riesca a portare i contratti degli agricoltori.
La stessa, che dopo ben tre anni di trattative, ha ammesso di recente di essere arrivata alla fornitura pari a soli 38% del fabbisogno di olio e del 77% di quello di biomasse.
Alla luce di questo andazzo quindi, il progetto della centrale doveva essere abbandonato da un bel pezzo.
Purtroppo invece, a meno di clamorosi ripensamenti, la centrale si farà anche se la filiera agricola non sarà del tutto garantita.
Vogliamo scommettere?
Per capirlo basta fare un passo indietro.
Il 12 Maggio 2007 usciva questo comunicato ufficiale del Sindaco Brandi:

Dichiarazioni del Sindaco Brandi sul Piano strutturale (Sabato 12 maggio 2007)
Il Consiglio Comunale di Castiglion Fiorentino, con il voto della maggioranza e l’astensione della minoranza, ha adottato il piano strutturale. Un atto importante per quanto riguarda il Governo del territorio e che assume una connotazione particolare tenendo conto delle discussioni e delle polemiche che erano nate negli ultimi tempi a Castiglion Fiorentino sul progetto di riconversione dell’ex zuccherificio.
A tal riguardo, il Sindaco specifica che tra le norme del piano ne è stata introdotta una che riguarda esplicitamente l’area di proprietà della Sadam: “Abbiamo mantenuto al cento per cento gli impegni che avevamo preso nel corso degli incontri con i cittadini e le associazioni sul Piano strutturale. L’impegno era quello che qualunque modifica in termini di volume, destinazione, ampliamento dell’area dovesse passare attraverso un accordo di pianificazione tra Comune, Provincia e Regione con contestuale variante.
Per questo, coerentemente con tale posizione, abbiamo introdotto una precisa norma di salvaguardia che inibisce la realizzazione attraverso concessione diretta o piano attuativo di una centrale a biomasse.
Con questo abbiamo raggiunto due obiettivi: quello di mantenere e rafforzare il controllo pubblico sul piano di riqualificazione dell’intera area e quello di rispondere alle richieste che erano nate in Consiglio Comunale da tutti i gruppi politici e da un gran numero di cittadini, affinché l’area dello zuccherificio venisse considerata una risorsa per il territorio e non un limite alla sua crescita. Voglio sottolineare che il Consiglio Comunale con il suo atto ha lasciato aperta la porta a tutta una serie di progetti alternativi che potranno insediarsi in quell’area.
Questo fatto fa giustizia di tutte quelle voci diffuse ad arte che dicevano che il Comune si era già accordato con l’azienda Sadam per l’utilizzo dell’area e che ogni decisione era ormai presa. Dall’altro lato, ritengo che con questo atto il Consiglio Comunale abbia oggi tutte le possibilità per riprendere il filo di un dialogo che consenta di salvaguardare i livelli occupazionali e di venire incontro ai timori e alle preoccupazioni dei lavoratori, i quali non possiamo dimenticarlo, dopo il 31 dicembre rischiano di trovarsi in una situazione di grande difficoltà.
In aggiunta a tutto ciò, mi preme sottolineare come, al di là dell’aspetto specifico dello zuccherificio, il piano strutturale contenga elementi importanti di tutela ambientale, con una previsione di sviluppo che tiene conto della salvaguardia del territorio e della unicità del nostro centro storico e degli insediamenti rurali. Da qui un rifiuto netto di insediamenti industriali, attività edilizie, infrastrutture che non siano compatibili con le caratteristiche del nostro paesaggio toscano.


Dopo questo comunicato, ricco di buone intenzioni, si sono susseguite una stranezza (per usare un eufemismo) dietro l'altra.
Infatti, dopo soli 6 mesi, oltre a nessuna soluzione alternativa presa in considerazione, il Brandi firma l'accordo con la proprietà per l'avvio del procedimento per la costruzione della centrale, con la scusa che se non lo avesse fatto, i Lavoratori si sarebbero ritrovati di li a poco senza cassa integrazione.
Peccato per Lui che pochi mesi dopo scopriamo che questa sarebbe spettata loro anche senza l'accordo.
Risultano quindi parole al vento tutti i proclami fatti pochi mesi prima sulla salvaguardia del territorio Castiglionese, sulle richieste di altri progetti, sulla tutela ambientale.
La frase "abbiamo introdotto una precisa norma di salvaguardia che inibisce la realizzazione attraverso concessione diretta o piano attuativo di una centrale a biomasse" viene spudoratamente cancellata, alla faccia degli impegni che aveva preso nel corso degli incontri con i cittadini e le associazioni sul Piano strutturale.
Comico quindi il commento sarcastico sulle "voci diffuse ad arte che dicevano che il Comune si era già accordato con l’azienda Sadam".
La mossa del Sindaco è stata senza dubbio un fatto gravissimo, sia per incoerenza Politica, tanto contestata dal Comitato, sia per la mancanza dei contratti, sia per le ripercussioni che ricadranno pesantemente sulla Popolazione.
Cosa farà, una volta partita la centrale, quando altre società chiederanno al Comune di Castiglion Fiorentino di "piazzare" altri mega-impianti insalubri nel nostro territorio?
A loro verrà negata l'autorizzazione?
E che dire della sua "democratica" scelta di non prendere in considerazione quei Cittadini che chiedevano a gran voce progetti alternativi salubri?
Che, guarda caso, ancora non sono mai arrivati nonostante la Sadam-Powercrop sia obbligata a farlo!
A riprova di questo è bene ricordare la prima parte del nostro documento elettorale, firmato da tutti i candidati alla Provincia, ma non, guarda caso, da Vasai che è della sua stessa formazione Politica.
"I progetti di riconversione e i relativi fabbisogni finanziari non costituiscono un impegno per le autorità nazionali quanto piuttosto un ORIENTAMENTO al fine di conseguire un ottimale utilizzo della materia prima agricola con l'obbiettivo di trovare nuovi sbocchi di mercato.
Si tratta pertanto di orientamenti che non impediscono alle autorità competenti di valutare OGNI ALTRA iniziativa di riconversione che possa garantire il rispetto degli impegni occupazionali, di cui all'accordo dell'8 febbraio 2006."
Questo significa che LA RICONVERSIONE NON E' OBBLIGATORIA, ma solo un'opportunità offerta alle Società a condizione che avvantaggi anche agricoltura ed occupazione.
Quindi, dopo aver letto la frase dichiarata ufficialmente nel lontano 12 Maggio 2007 "da qui rifiuto netto di insediamenti industriali, attività edilizie, infrastrutture che non siano compatibili con le caratteristiche del nostro paesaggio toscano", non si capisce perché il Sindaco Brandi non sia ancora riuscito a farsi portare un progetto alternativo in tutti questi anni.
Forse perché non gli interessa?
Non solo, ma è assurdo che fra Brandi, Ceccarelli, Vasai, Martini & Co nessuno dica o sappia quanto queste centrali siano impattanti per l'ambiente, per le coltivazioni, per il turismo e di quanto siano nocive per la salute.
E di quanto sia facile trasformarle in veri e propri inceneritori di rifiuti, grazie alla legge che assimila alle biomasse il CDR (Combustibile da Rifiuti) e svariati materiali che di BIO hanno ben poco a che vedere.
Come dimenticare la faccia perennemente contrita del Sindaco tutte le volte che è intervenuto alle nostre assemblee, dove abbiamo portato esempi di come siano nocive le centrali a combustione, illustrati da biologi e scienziati tutt'altro che sprovveduti?
Cosa bruciano oltre all'olio e alla legna lo sanno bene gli abitanti di tantissime aree dove operano queste centrali che spesso e volentieri emettono fumi densi e "odorosi", compresa la centrale "gemella" di Rende.
Ma a Lui non solo questa cosa non interessa, anzi, è arrivato al punto di attaccare in modo offensivo e al limite della civiltà alcuni appartenenti del Comitato nella serata del 5 Giugno 2009, durante la campagna elettorale del suo Partito.
Tutto questo ha lasciato ben poche speranze al dialogo (se mai vi sia stato) e messo la ciliegina sulla torta su come sia stata gestita questa riconversione e su come si voglia arrivare al risultato finale senza dare udienza a chi poi dovrà subirne le conseguenze.
Oggi la Powercrop, nonostante non abbia in mano il 100% dei contratti sia delle biomasse e men che meno degli oli, rivendica il rispetto dell'accordo.
Cosa farà il Sindaco Brandi?
Al Presidente Vasai diciamo di re-indirizzarla nella giusta strada, tutelando in primis la salute delle persone e l'ambiente e non certo solo gli interessi di una società a responsabilità limitata.
Noi andremo avanti e lotteremo senza paura per tutelare il nostro territorio e proteggere i polmoni dei nostri figli.
Comitato Tutela Valdichiana - sez. Castiglion Fiorentino.
 
www.comitatotutelavaldichiana.it