Finito il tempo delle parole

Nella giornata di giovedì 24 luglio, si è riunito il tavolo regionale sulla riqualificazione dell’area ex Sadam. Erano presenti la Regione Toscana, la Provincia di Arezzo, il Comune di Castiglion Fiorentino, l’azienda e i sindacati.
L’incontro è nato su richiesta del Sindacato e a seguito della recente presa di posizione del Consiglio Comunale di Castiglion Fiorentino che ha invitato il Sindaco, visti i ritardi di presentazione del progetto, di valutare se non fosse il caso di andare ad una risoluzione dell’accordo del 10 dicembre e promuovere iniziative in grado di garantire lavoro e occupazione.
“La mancata presentazione del progetto è il vero problema del momento, legato a due aspetti – ha detto il Sindaco – il primo è che la comunità locale è interessata ad una vera riqualificazione e non solo ad una riconversione industriale. Il secondo è che l’allungamento dei tempi rischia di mettere in crisi il futuro occupazionale dei lavoratori. Su questi due punti occorre essere molto chiari: non può essere sottaciuto che l’Amministrazione comunale sia stata lasciata per due anni senza strumenti per poter discutere con i cittadini. Uno stato di cose che non esito a definire scandaloso, poiché se un’azienda ha realmente intenzione di investire oltre 100 milioni di euro su un territorio, non può evitare il dibattito pubblico. Nascono da qui alcune domande che attendono ancora un risposta. Sono cambiati in gran parte gli scenari nazionali ed internazionali delle produzioni agricole. Che riflesso può avere questo fatto riguardo alla fornitura di materia prima? Per quanto riguarda il parco tecnologico e produttivo, quali aziende sono state contattate e quante di queste hanno mostrato interesse ad insediarsi nell’area? In ultimo, per quanto riguarda l’area verde e la parte da destinarsi ad insediamenti civili, che tipologie sono previste? Quali le tecnologie per il risparmio energetico che verranno utilizzate? Quante le volumetrie impegnate? In ogni caso, la riunione è servita a chiarire alcuni aspetti. Intanto che il ritardo è dovuto al fatto che una parte dell’area interessata all’intervento risulta essere in zona esondabile e quindi occorre un progetto per la messa in sicurezza. Secondo, vi è da parte di tutti i soggetti del tavolo la convinzione che quest’area non può essere abbandonata a se stessa.
In questo senso è da accogliere l’appello fatto dall’Ass. Simoncini di andare a verifiche puntuali e approfondite su ogni singolo aspetto, non accontentandosi della genericità. Per quanto riguarda l’Amministrazione comunale, rimaniamo fermi sulla posizione espressa dall’ultimo Consiglio comunale: quella di valutare se la mancata presentazione del progetto può portare alla risoluzione dell’accordo e quindi aprire scenari nuovi legati alla valorizzazione della Valdichiana e delle sue produzioni. Rimaniamo disponibili a valutare ipotesi in grado di soddisfare a pieno l’atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale il 9.12.2007 in cui si ribadiva la compatibilità ambientale di ogni intervento, il corretto inserimento urbanistico, l’aumento dei posti di lavoro e l’insediamento di attività legate all’agroindustria e alle tipicità locali.
Non ci sottraiamo di certo al confronto – conclude il Sindaco Brandi - consapevoli che con la politica dei no si fanno pochi passi e che occorre invece essere in grado di governare, in vista dell’interesse pubblico, il destino di un’area così importante come quella dello zuccherificio”.

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