Biomasse Renaia: Vignini risponde a Carola Loretta Lazzeri

Gentile signora Lazzeri, al di là del tono un po’ aggressivo con il quale continua ad esprimersi e che sono pronto a comprendere e scusare data la tensione che si è prodotta in questi ultimi giorni, mi pare di scorgere in questo suo ultimo intervento qualche importante segnale che mi induce a credere che anche in lei si sia insinuato un dubbio positivo sulla effettiva consistenza del problema di cui ci stiamo occupando così freneticamente. Mi permetta dunque di rispondere alle sue nuove obiezioni che si sono evidentemente spostate dalla valutazione del progetto in sé a questioni relative alla supposta mancanza di trasparenza delle decisioni. Con tutto il dovuto rispetto, voglio dirle innanzitutto che il sottoscritto (magari ingenuamente) è ancora convinto di vivere in uno Stato di Diritto dove le leggi bastino da sole a garantire i cittadini, senza dover ricorrere in ogni momento a derive populistiche inutili e dannose alla normale convivenza civile. Per quanto mi riguarda, sono pronto ad ammettere di avere sottovalutato l’impatto psicologico di questa vicenda, è vero, dovevo considerare che ci si muoveva all’interno di un quadro complessivo viziato da mesi dalla preoccupazione relativa alla centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino, con la quale però questa vicenda non ha proprio nulla a che fare. A fronte di questo, voglio dirle con altrettanta chiarezza che la pretesa secondo la quale le varie amministrazioni coinvolte avrebbero dovuto organizzare assemblee pubbliche per spiegare un progetto piccolo, innocuo, non impattante e, soprattutto, legittimo, mi pare oggettivamente eccessiva. Dovere delle amministrazioni pubbliche è, molto più semplicemente, rispondere con chiarezza ai dubbi e alle domande che i cittadini vogliano, in ogni occasione, liberamente rivolgere loro. E questo noi siamo stati sempre disponibili a fare e anzi l’abbiamo fatto. Senza alcuna polemica voglio dirle che, invece di partire lancia in resta, armati di ogni genere di accusa immotivata condita da illazioni e qualche volta (anche se non è certo il suo caso) addirittura da insulti, si sarebbe potuto semplicemente chiedere spiegazioni agli organi preposti che, ovviamente, non avrebbero avuto alcuna difficoltà a fornire le adeguate risposte. Invece, agendo come avete scelto di agire si è soltanto ottenuto di creare intorno a questa faccenda una enorme quanto inutile confusione e, per di più, si è da parte vostra offerto il fianco alla più bieca strumentalizzazione politica. Non dubito che questo non fosse minimamente nelle vostre intenzioni, ma è un dato di fatto incontestabile che è esattamente ciò che è avvenuto. Gentile signora, almeno per quanto mi riguarda, non esiste alcuna alterigia, né tanto meno snobismo; come ho già avuto modo di affermare molte volte, sono pronto ad incontrare, nel mio ufficio, lei ed una delegazione del comitato costituitosi per un franco e rispettoso scambio di informazioni ed opinioni. Basta chiederlo, come suol dirsi, per le vie brevi, telefonando alla mia segreteria in qualsiasi giorno della settimana. In attesa di un suo riscontro, colgo l’occasione per porgerle cordiali saluti
Andrea Vignini, Sindaco di Cortona
 
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