Biomasse Renaia: la risposta di Vignini

Come è mio dovere rispondo all'ultimo comunicato del Comitato Tutela Cortona. Non è mia intenzione alimentare inutili polemiche, pertanto mi limiterò a rispondere esclusivamente nel merito, tralasciando altre considerazioni relative al tono ancora una volta aggressivo e inquisitorio che viene ormai abitualmente usato nei miei confronti.
1- Ribadisco e confermo che la Regione Toscana ha espresso un parere favorevole agli impianti di Renaia. Vorrei aggiungere comunque che a nessuno (nè al sottoscritto, nè tantomeno al Comitato) è consentito di dare l'interpretazione autentica delle parole della Regione. E' ovvio che tale interpretazione spetta esclusivamente alla Regione stessa. Questo pertanto è un falso problema. E' ormai risaputo infatti che ho inviato, di mio pugno, una richiesta di chiarimento su questo punto agli organi regionali competenti. Attendiamo una risposta in tempi brevi che sarà mia cura rendere pubblica. Aggiungo inoltre che nel Consiglio Comunale aperto che sarà convocato prossimamente, saranno invitati ad intervenire i rappresentanti di tutti gli Enti coinvolti nella Conferenza di Servizi che ha deciso l'autorizzazione degli impianti. Sarà così possibile fugare, una volta per tutte, qualsiasi dubbio sui rispettivi pareri espressi in quella sede, nonchè conoscerne le precise motivazioni.
2- In primo luogo è bene ricordare che l'olio di palma destinato a questi impianti proviene da filiera certificata, che si tratta di un olio alimentare presente in molti cibi di uso comune (come le merendine e la nutella) e che non è pericoloso per la salute. Concordo pienamente con chi sostiene che sarebbe molto meglio utilizzare altri oli provenienti da filiera corta (e, su nostra richiesta, ci si sta muovendo proprio in questa direzione) ma questo semplicemente perchè ne deriverebbe un vantaggio per la nostra agricoltura e non perchè l'olio di girasole o di colza sia più salubre. Detto questo ribadisco che a partire dal terzo anno di attività i sei mini-impianti di Renaia cominceranno gradualmente ad utilizzare olio di Jatropha e oli provenienti da filiera corta e a dismettere l'olio di palma. Su questo c'è un preciso impegno delle società coinvolte e inoltre vi saranno (come già preannunciato dal sottoscritto) pressanti e stringenti controlli da parte di Usl, Arpat, Provincia e dello stesso Comune di Cortona.
3- Il fatto che vi possa essere un deposito di olio, in quel luogo o altrove, non è in nessuna maniera sottoposto a nessun tipo di autorizzazione speciale. E' ovvio per chiunque voglia essere minimamente obbiettivo che depositi di carburante (benzina, gasolio, gpl, metano ecc.) molto più inquinanti ed infiammabili sono già presenti ovunque in Italia ed anche in Valdichiana (ogni distributore ne ha uno) senza che questo sia mai stato considerato da nessuno una fonte di preoccupazione. Allo stesso modo è facile constatare che questo non comporta alcun particolare aumento del traffico veicolare. Sarebbe dunque il caso di fare meno sensazionalismo.
4- Non ho il piacere di conoscere il signor Francesco Sirchia, so però con assoluta certezza che, sulla scorta dei brevetti presentati, i motori di Renaia sono stati autorizzati a bruciare solo ed esclusivamente biodiesel e che su questo vigileranno le Amministrazioni già precedentemente ricordate ed anche l'USTIF (Ufficio Speciale per i Trasporti a Impianti Fissi). Qualora si dovessero riscontrare violazioni, questo comporterebbe l'automatica ed immediata revoca dell'autorizzazione concessa.
5- Mi spiace, ma evidentemente non siete adeguatamente informati. Infatti è noto ed è stato già riportato sui quotidiani locali che proprio al centro della città di Arezzo e precisamente alla Standa sia partito in questi giorni un impianto esattamente uguale a quelli di Renaia ed anch'esso alimentato ad olio di palma. Mi limito a questo esempio, anche se ne potrei fare numerosi altri, perchè non è mia intenzione scaricare su altre Amministrazioni le paure infondate che stanno attanagliando (certo non per mia responsabilità) l'opinione pubblica cortonese.
6- Per filiera corta si intende normalmente quella proveniente da un raggio di 70-100 Km dal luogo dove si trovano gli impianti. E' ovvio dunque che si sta parlando anche degli agricoltori del Comune di Cortona (che ne trarrebbero sicuro beneficio), ma non solo di quelli. Non si può invocare la filiera corta solo a parole e poi, quando qualcuno tenta di realizzarla sul serio, dire che è impossibile. Bisogna invece crederci davvero ed operare affinchè questa si realizzi concretamente. Altrimenti diventa chiaro come per alcuni si tratti solo di un argomento strumentale dietro il quale nascondersi per dire invece che non si può mai fare assolutamente niente.
Cordiali saluti.
 
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