Gallorini sulle centrali a biomasse di Renaia

Ancora ipotesi di centrali a “biomasse” e ancora polemiche. Adesso è il caso di Cortona, località Renaia, dove sono in avanzata fase costruttiva sei centrali ad olio, prima di palma e in futuro di Jatropha curcas. Non sono un fan del sindaco Andrea Vignini, ma questo non mi impedisce di dargli ragione, quando ce l’ha. E in questa vicenda, mi pare proprio che abbia le carte in regola. Se appare evidente la “furbizia” di chi, per rimanere al di sotto di una certa potenza e non dover sottostare a normative più severe, ha scelto di frazionare l’impianto in sei minicentrali, non per questo sono stati omessi la convocazione della Conferenza di Servizi e il coinvolgimento di tutti gli enti e gli organi interessati. Si potrebbe obiettare che, in questo caso, da parte di Regione e Provincia non si è richiesta la “filiera corta” (50-70 km) per il reperimento della biomassa, accettando olii di provenienza africana, con tutto l’onere – anche per l’ambiente – del trasporto su mare e su terra. Ci si è basati sulle linee di “cooperazione internazionale”, previste dal protocollo di Kyoto, facendo finta di credere che da questi prodotti, acquistati dai paesi sottosviluppati, ne vengano effettivi benefici agli abitanti, quasi si trattasse di cooperative locali e non multinazionali interessate a reperire i fondi europei previsti per queste produzioni. Si potrebbe, forse, anche recriminare su una scarsa preventiva comunicazione alla cittadinanza, cosa già accaduta a Castiglion Fiorentino. Ma è proprio al progetto castiglionese che vorrei arrivare. Come si fa a paragonare le sei centrali cortonesi con il progetto presentato per sostituire l’ormai demolito Zuccherificio di Castiglion Fiorentino. Le centrali di Renaia hanno una potenza di 0,256 megawatt, mentre il primo impianto previsto a Castiglion Fiorentino doveva avere circa 50 megawatt complessivi: 200 volte più grande! Ed anche dopo gli opportuni ridimensionamenti, legati alle proteste del Comitato Tutela Valdichiana e di alcune forze politiche locali, siamo sempre su livelli alquanto diversi. Basterebbe guardare le foto dei camini delle sei centrali di Renaia; si tratta di camini quasi “domestici” rispetto all’alta “torre fumi” prevista per la centrale a biomasse di Castiglioni. E poi, mentre in un motore ad olio di palma si potrà pure cambiare il combustibile, ma sempre di olio si tratterà, in una centrale a cippato di legno – che ha un forno – si potrà sempre arrivare a bruciare i rifiuti (CDR), cosa che già è avvenuta in altre centrali esistenti e prevista dalla legge. Insomma, credo che il comitato spontaneo, sorto a Cortona, dovrebbe cercare di ottenere garanzie sulle emissioni e sulla salute. Siccome, per esperienze dirette, mi fido poco degli “organi preposti” (troppo legati alla politica), consiglierei la nascita di una commissione, con rappresentanti del comune, esperti e cittadini, che installi fin da subito centraline nella zona limitrofa ed in aree più distanti, per valutare quali sono gli attuali livelli di sostanze inquinanti e monitorare con precisione eventuali anche minimi innalzamenti. Ben vengano le energie alternative ed anche le centrali a biomasse, ma come scrive il sindaco Vignini, “non convincono le mega-centrali, che sono rischiose e possono essere elementi di sovvertimento del paesaggio”. Si costruiscano mini-centrali, legate a scarti (vigne, oliveti, foreste) o a produzioni locali. Uno che di “energie” e di agricoltura se ne intende, Beppe Bigazzi, riguardo al progetto castiglionese di centrale a “biomasse” – oggi di moda e politicamente corrette – ha scritto “… stiamo facendo ridere. Crediamo ancora alle fate! Il bio-etanolo ha distrutto parte dell'agricoltura brasiliana - canna da zucchero - e sta arricchendo gli agricoltori USA e affamando il resto del mondo. Per noi è una possibilità ridicola: dovremmo destinare tutti i nostri terreni, per avere una materia prima, mais, grano, barbabietole, dai costi economici insostenibili. Lo stesso per il biodisel (girasole, soia, palma...).”. Credo che amministratori sedicenti di sinistra, debbano porsi anche queste domande. Così come sono contrario alle pale eoliche sul Ginezzo, che non “sovvertirebbero”, ma addirittura distruggerebbero il Paesaggio Cortonese. DOMENICA 22 NOVEMBRE 2009 20:21 - Santino Gallorini
 
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