Biomasse Renaia: l'intervento dei Medici di Medicina Generale del Gruppo Corito

Risultato di un audit interno tra i Medici di Medicina Generale del Gruppo Corito allo scopo di fornire adeguate risposte ai quesiti posti dai nostri assistiti.
L’ambulatorio del Medico di Medicina Generale (MMG) è il luogo dove si effettuano la Diagnosi e la Cura delle Malattie da cui risulta affetta tutta la popolazione, dalle più comuni alle più rare, dalle più note a quelle meno note: il tutto ogni giorno e per 5 giorni alla settimana. In realtà questo è solo un aspetto dell’attività globale del MMG, perché tutti gli Accordi e le Programmazioni d’Intesa prevedono anche l’obbligo di effettuare la Prevenzione delle Malattie Croniche e Degenerative e l’Educazione Sanitaria. E’ di quest’ultimo aspetto che desideriamo parlare.
L’Educazione Sanitaria può essere considerata come la possibilità di rendere edotta ed informata la popolazione riguardo a particolari aspetti della propria salute, spesso dipendente anche dalla tutela dell’ambiente in cui viviamo. Abbiamo avuto un esempio recente con la disinformazione erogata dai mass media circa la pandemia-non pandemia dell’Influenza H1N1, che ha impegnato una notevole mole di lavoro sia ambulatoriale che nel territorio soprattutto per tranquillizzare la popolazione turbata dal rischio di una catastrofe annunciata ma che ancora siamo in attesa che si verifichi. Adesso, stabilizzatosi il picco dell’influenza così detta “suina”, un altro problema preoccupa la popolazione cortonese: il nuovo impianto della Renaia, pronto per la produzione di energia elettrica utilizzando combustibili diversi dal diesel, le così dette energie alternative quali olio di palma ed in un secondo momento olio di Jatropha Curcas, che sono definiti biodiesel. (L’arbusto di Jatropha Curcas è in grado di produrre un frutto, non fonte di cibo per l’essere animale, ma ricco di un olio tradizionalmente usato come carburante per il riscaldamento e l’illuminazione nelle comunità in via di sviluppo. Si coltiva in condizioni di scarsa piovosità e di siccità in terreni dove è impossibile far crescere altre colture: la sua produzione non contribuisce quindi ad aumentare la deforestazione). Essendo completamente ricavato da oli di semi vegetali, il biodiesel non contiene zolfo, idrocarburi aromatici, metalli o residui di petrolio. L'assenza di zolfo si traduce, per esempio, in una riduzione di piogge acide causate dall'emissione di solfati dagli scarichi degli autoveicoli. Nel biodiesel la mancanza di composti aromatici cancerogeni (benzene, toluene, xilene) fa si che i gas derivanti dalla combustione della miscela avranno un impatto minore sull'ambiente e sulla salute pubblica. Inoltre un motore che brucia 100% di biodiesel non produrrà emissioni di composti aromatici. Miscele di gasolio e biodiesel ridurranno anche le emissioni di idrocarburi poliaromatici, altra classe di composti potenzialmente cancerogeni presente nella combustione dei prodotti derivati dal petrolio.
Analizziamo brevemente i prodotti che derivano dalla combustione, cercando di capire quali potranno essere vantaggi e svantaggi derivanti dall’utilizzo dell’una o dell’altra fonte di energia (Diesel e Metano o Biodiesel).
Il Monossido di Carbonio è un pericoloso prodotto secondario di tutte le reazioni di combustione, la cui produzione può essere notevolmente ridotta utilizzando combustibili fortemente ossigenati. Aumentando infatti il contenuto di ossigeno del combustibile e garantendo una sua più completa ossidazione si ottiene una più completa combustione e quindi formazione di anidride carbonica piuttosto che di monossido di carbonio. Nel 1998 il risultato di una ricerca del Southwest Research Institute sugli effetti del biodiesel sulle emissioni dei motori di autocarri, mostrava che il livello di Ossido di Carbonio veniva ridotto di una percentuale che va dall'8 al 22% (a seconda del tipo di motore) usando una miscela al 20% di biodiesel. Tale percentuale arriva al 37% se viene usato 100% biodiesel. un idrocarburo vegetale ossigenato, il biodiesel di per se brucia in maniera pulita e con un'efficienza maggiore se miscelato a gasolio derivante da petrolio. Usando una miscela al 20% ci sarà un notevole cambiamento anche nell'odore e fumo dei gas di scarico. Gli studi menzionati provarono la riduzione degli idrocarburi aromatici, del monossido di carbonio e di particolati.
Gli Idrocarburi Poliaromaticisono una classe di composti pesanti presenti nel petrolio caratterizzati da strutture cicliche complesse e qualità particolari: consistono di anelli benzenici multipli, cosa che li rende insolubili, cancerogeni e responsabili di una combustione lenta. È stato dimostrato che usando Biodiesel in miscela al 20% si riducono le emissioni degli idrocarburi poliaromatici del 12-29%, mentre usando Biodiesel al 100% le riduzioni vanno dal 68 al 74%.
Il Fumo(materiale particolato) e la Fuliggine(residui di carbonio e combustibile non bruciato) creano sempre più preoccupazione per la qualità dell'aria nei centri urbani in quanto causano vari effetti avversi alla salute dei cittadini, specialmente per quanto riguarda l'apparato respiratorio.
Nel Biodiesel sono assenti i residui pesanti presenti invece nei derivati del petrolio: quindi un motore che brucia una miscela di Biodiesel e gasolio produrrà meno fumo e fuliggine derivanti da combustibile non completamente bruciato. Inoltre, essendo il Biodiesel un combustibile ossigenato, ci sarà una maggiore efficienza nella combustione anche per quanto riguarda la frazione di gasolio tradizionale.
Gli Ossidi di Azotosono considerati tra i principali responsabili del buco dell'ozono, ma sono anche una realtà imprescindibile nella combustione interna dei motori. Sono conseguenza dell'ossidazione dell'azoto presente nell'atmosfera ad alte temperature nella camera di combustione dei motori. Usando una miscela di biodiesel si ottiene un piccolo aumento nell'emissione degli ossidi di azoto (2-7%) attribuibile, in parte, al maggiore contenuto di ossigeno presente nella miscela. Ma più ossigeno c'è nel combustibile e meglio questo brucia causando, da una parte, una maggiore emissione di ossido di azoto ma, dall’altra, una minore produzione di tutti gli altri prodotti tossici derivati dalla combustione.
Al contrario di altri carburanti "ecologici" come per esempio il gas compresso naturale (il GPL), il biodiesel ed altri biocarburanti sono prodotti da fonti agricole rinnovabili che assimilano anidride carbonica dall'atmosfera per diventare piante e oli vegetali. L'anidride carbonica emessa dalla combustione del biodiesel rientra in effetti nel ciclo del carbonio e verrà riassorbito in seguito dalle piante che crescono nei campi per riprodurre olio vegetale. Con l’energia solare, infatti, ogni giorno durante la fotosintesi clorofilliana si forma “biomassa” che serve di nutrimento e di energia a quegli esseri viventi (compreso l’uomo) che non possono utilizzare direttamente l’energia del sole. La comunità internazionale è molto pressante (per esempio attraverso gli accordi di Kyoto del 1997) per cercare seriamente di ridurre i gas serra come l'anidride carbonica o il monossido di carbonio emessi dagli scarichi dei veicoli che bruciano combustibili fossili: questi sono responsabili del 70% dell'anidride carbonica totale emessa dall'uomo. Sostituendo le riserve di combustibili fossili con energie rinnovabili (gasolio con biodiesel e benzina con bioalcol o idrogeno) si ridurrà quindi l'accumulo di Anidride Carbonica.
Dall’analisi dei dati teste espressi possiamo trarre delle semplici e, speriamo, chiare conclusioni:
In prima battuta la combustione di un carburante così detto biodiesel:
1. produrrà la riduzione della immissione nell’ambiente di Monossido di Carbonio e, se l’Anidrite Carbonica può rientrare nel ciclo della chimica del Carbonio e formare “Legno” ed “Ossigeno” come prodotto finale della fotosintesi clorofilliana, l’Ossido di Carbonio che resta insoluto nell’aria sarà responsabile del riscaldamento terrestre e della diminuita ossigenazione del sangue,
2. ridurrà l’emissione di prodotti poliaromatici, parola complessa ma che sta ad identificare un gruppo di molecole fortemente cancerogene, soprattutto per il polmone, perché se intrappolate negli alveoli inducono una trasformazione cellulare di tipo proliferativo (neoplastico),
3. ridurrà la concentrazione di fumi e di particolati solidi, particelle pesanti che presenti nell’aria sono responsabile del surriscaldamento della terra e della irritazione e successiva compromissione della funzionalità delle vie aeree.
4. Si dimostra altresì un incremento della produzione di ossidi di azoto che sono responsabili dell’incremento del buco dell’ozono, e questo è il prezzo da pagare dalla combustione di un bio-carburante fortemente ossigenato.
Possiamo concludere dicendo che purtroppo, a tutt’oggi, non esiste ancora un combustibile che non abbia un impatto positivo o neutro per l’ambiente, non esiste una modalità indolore per produrre energia: detto infatti “no” al nucleare, detto “ni” all’utilizzo di fonti energetiche derivanti dalla trasformazione dei fossili, detto “vedremo” alla produzione di energie dalle fonti così dette rinnovabili (solare ed eolico in particolare), detto “boh!” alle energie derivanti dalla trasformazione dei rifiuti o delle bio-masse in genere, l’utilizzo del biodiesel non ci sembra, allo stato attuale, fautore di danni irreparabili alla nostra salute. Certamente sono a noi note tutte le problematiche derivanti dalla deforestazione messa in atto per la produzione dei semi da cui ricavare il combustibile, e crediamo opportuno che i governi debbano controllare che il tutto si possa realizzare nel pieno rispetto delle regole sancite dagli organismi internazionali. Gli accordi di Kyoto hanno definito in maniera chiara il corretto iter da seguire per ridurre i gas serra, riduzione da realizzare nel corso degli anni, modificando i criteri di emissione dei gas, modificando le fonti energetiche per la produzione di energia, modernizzando gli impianti, applicando in massa tutte le innovazioni derivanti dal progresso delle scienze.
In definitiva, la nostra civiltà contemporanea deve ricorrere ad un approvvigionamento energetico sufficiente e sicuro, oggi rappresentato quasi esclusivamente dalle fonti non rinnovabili (petrolio e gas metano). Si delineano però già oggi delle criticità e dei problemi ambientali da cui si dimostra la convenienza a ricorrere in modo crescente ad un approvvigionamento energetico derivante da fonti rinnovabili. Crediamo quindi che a causa della necessità sempre più crescente di energia, che tutti noi utilizziamo nell’arco delle 24 ore, non ci deve sorprendere se anche nel nostro territorio si muovono i primi passi per iniziative rivolte a soddisfare questo bisogno del tutto irrinunciabile.
 
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