- Commento alla reazione del sindaco
Vignini alla mia lettera aperta sui cogeneratori di Renaia
- La reazione offensiva e stizzita
del Vignini nel Pollo della Valdichiana – che riporto sopra
integralmente - alla mia lettera aperta sui bruciatori di Renaia, se
da un lato non mi intimidisce, dall’altro dimostra, nella sua
“superiorità”, una ignoranza non so quanto voluta. Dal punto di
vista termodinamico tra la mia vettura e i cogeneratori a carburante
liquido c’è una differenza sostanziale: mentre il mio motore è fatto
per bruciare esclusivamente un tipo di combustibile, i cogeneratori
possono bruciare, con pochi accorgimenti, tanti di quei prodotti che
possono contenere dalla diossina ai derivati del benzene! Cioè
prodotti cancerogeni anche in modeste quantità. Immaginiamo in un
processo che lavora 24 ore al giorno per anni! Per di più, per
“rifiuto” si intende comunemente non solo la spazzatura, o quella
roba che pensava il Vignini per mettermi in ridicolo, ma tutto ciò
che risulta non più utilizzabile in un processo produttivo o
sanitario, ecc., quindi roba anche liquida o comunque introducibile
in quei cogeneratori.
Di più, ringrazio il popolo di Internet che mi ha fornito elementi
ulteriori di valutazione sull’operato del Comune di Cortona, che con
l’operazione di Renaia ha compiuto un’azione deflagrante sul sistema
economico cortonese (messo in piedi in anni e anni di investimenti
in strutture turistico recettive o in prodotti agricoli/artigianali
di alta qualità, che soffriranno, per lo meno, un danno di immagine.
Sono gli stessi operatori a parlare) e sulla salute della gente.
L’olio di palma va bene, non inquina? Qualcuno mi spieghi come mai
il Comune non ha tenuto conto di quanto scritto nel Piano Regionale
Toscano sull’energia, che, grosso modo, dice: l’olio di palma è
assolutamente incompatibile con gli obiettivi della Regione Toscana!
Il Comune di Cortona non è tenuto a rispettare tale prescrizione?
Perché, ancora, il Comune consente tale insediamento solo sulla base
di una Domanda di Inizio Attività, come fosse la costruzione di un
annesso? Sembra che così siano andate le cose.
Nessuna prescrizione del Comune, o, meglio ancora, ipotesi di
controllo “terzo”è prevista. Certo la USL, l’ARPAT, ci saranno ma
non certo 24 ore al giorno. Nelle realtà civili d’Europa dove si
consentono tali insediamenti è previsto un controllo “terzo” di cui
siano protagonisti gli stessi cittadini.
Non c’è dubbio che in questa vicenda debba intervenire la Regione
Toscana. A Cortona si è creato un precedente molto pericoloso:
chiunque possieda un’area industriale, ricevuti i pareri dei vari
organi tecnici su un progetto in carta, ha l’autorizzazione a
costruire, con una semplice D.I.A., un impianto di cogenerazione di
ben 1,5 Mw. E’ plausibile?
A quanti, in buona fede, si sorprendono della mia reazione voglio
dire: sapete bene che non sono uno a cui piace la scena, ma ho
qualche nozione sugli interessi pubblici che ogni buon
amministratore deve avere, sempre superiori agli interessi di un
singolo o di una impresa, soprattutto quando è in pregiudizio la
salute di una popolazione c’è un principio che si deve attuare:
quello di prudenza! E degli operatori che si sentono danneggiati, il
dirigente politico locale PD Cecchetti non tiene conto? Sono o no
una realtà economica portante della nostra economia. Hanno investito
risparmi di generazioni su un turismo eco-compatibile. Per il te
contano meno di un pericoloso e avventato esperimento di produzione
energetica, delle caratteristiche di Renaia, per di più autorizzato
di soppiatto?
VENERDì 13 NOVEMBRE 2009 09:26 - Ferruccio Fabilli
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