Intervento del Comitato Tutela Valdichiana Cortona

Il 30 novembre nella sala civica di Camucia si è svolta una riunione del comitato tutela della della Valdichiana-Cortona con la cittadinanza. Era presente una delegazione del Comitato Tutela Valdichiana di Castiglion Fiorentino. La sala come al solito era gremita di persone interessate al problema delle centrali a olio di palma di Cortona. Secondo l’ordine del giorno dovevano essere riferiti i risultati dell’incontro con il Sindaco Vignini ed un primo, sommario, rendiconto dello studio dei documenti relativi alla autorizzazione delle sei centrali. Dell’incontro con il Sindaco la stampa ha già avuto notizia. In occasione di tale visita Egli aveva detto ai sette rappresentanti del Comitato e alla presenza dell’architetto Giannini “Si sperava che in Conferenza dei Servizi, ha detto il Sindaco, il parere della R.T. sull’utilizzo dell’olio di palma(perché prodotto di filiera lunga e quindi generatore solo di energia grigia,) risultasse negativo ma, purtroppo così non è stato.” Qui è saltata agli occhi la prima incongruenza di quanto affermato con la lettura dei documenti: dal riscontro documentale infatti risulta che i pareri della R.T. sono stati ben due di cui il primo , riferendosi al P.I.E.R. dichiara “…un esempio in netto contrasto con i principi sopra esposti (etico-socio ambientali) è rappresentato dall’utilizzo a scopo energetico dell’olio di palma che risulta assolutamente incompatibile con gli Obiettivi della Regione Toscana….. …Però vista la ridotta potenza degli impianti potrebbe essere compatibile tale uso se questo olio fosse miscelato con altri oli per un periodo limitato; l’approvazione sarà subordinata a delle precise prescrizioni: 1) periodo non superiore ai due anni dall’entrata in funzionamento degli impianti : il mancato rispetto di tale prescrizione sarà causa di decadenza dell’autorizzazione. 2) L’olio di palma dovrà essere miscelato al 50% o al 20% con altri oli da filiera corta.” Di fronte a questa bella presa di posizione della Regione, che non ci sembra favorevole all’olio di palma, le ditte proponenti, Energy s.a.s. e Energy green s.a.s. forniscono i primi chiarimenti che praticamente dicono che le aziende non possono sostituire l’olio di palma prima di sei anni in quanto hanno 800 ha di piantagioni di palma in Nigeria ed hanno affittato 10.000 ha di terreno per seminare Jatropha in Africa (che andranno in semina nel marzo 2009) e che stanno strutturandosi per avere altri 16.000 ha nella repubblica Dominicana. La lettera dei proponenti contiene inoltre una serie di informazioni tra cui il fatto che nessuna legge può impedire lo stoccaggio e la commercializzazione che è loro intenzione effettuare. La Regione Toscana acquisiti tali documenti esprime un secondo pronunciamento dando una chiara risposta alla New Energy ed alla Energy Green ribattendo ad una serie di inesattezze e recita “Abbiamo, infine, appreso con stupore che la conversione a jatropha non possa avvenire nei due anni indicati dallo stesso rappresentante delle società. Anche in questo caso siamo tuttavia convinti che nel corso della conferenza di servizi sarà possibile conoscere le intenzioni delle società e decidere di conseguenza.” Continua poi ribadendo che nel PIER l’olio di palma non è gradito e che starà a vedere gli sviluppi visto la concessione fatta per questo specifico impianto. Questo a noi NON pare un pronunciamento favorevole della Regione Sta di fatto che l’iter prosegue, nelle seguenti conferenze dei servizi la regione è assente, e si arriva all’autorizzazione. Dall’esame documentale abbiamo poi scoperto che nello stesso sito delle centrali verrà effettuato stoccaggio e commercializzazione di olio di palma per gli altri impianti che sorgeranno in futuro con pesante aggravio del traffico dovuto non certo a camioncini settimanali ma vere e proprie autocisterne della capacità di 320 q.li. che verosimilmente non saranno settimanali, tutt’altro. Tante altre perplessità sono emerse, ma per il momento abbiamo ancora bisogno di tempo per riuscire a ripercorrere un iter di otto mesi, magari affiancati da tecnici, che abbiamo già messo al lavoro. Un ulteriore intervento ha analizzato il problema dal punto di vista etico e socio economico. Abbiamo preso atto che le famose certificazioni che dovrebbero accompagnare l’introduzione dell’olio di palma nei cicli produttivi, da fonti Green Peace , vengono denunciate come inattendibili. I Paesi coinvolti nella produzione dell’olio di palma non brillano certo per trasparenza e democrazia né i territori delle coltivazioni sono esempi di non inquinamento; il tenore di vita delle popolazioni autoctone è sicuramente e negativamente condizionato dalla invadenza famelica delle multinazionali che adesso si sono “ buttate” in questo nuovo e deprecabile businnes che sottrae loro agricoltura di sussistenza alimentare a favore di agricoltura per alimentare motori di qualsiasi genere. Abbiamo appreso che, fonte sito www.enel.it, “Ma la vera svolta si è avuta si è avuta nei giorni scorsi quando, a seguito di un’inchiesta interna condotta dall’International Finance Corporation (IFC), l’organismo istituito dalla Banca Mondiale per i prestiti al settore privato, quest’ultima ha deciso di congelare i finanziamenti a favore delle aziende che producono l’olio di palma. Una decisione motivata proprio dall’accertamento delle violazioni compiute in materia di protezione ambientale dai grandi produttori del settore, e con la quale si rimanda la possibilità di sbloccare i finanziamenti alla definizione di nuove regole di condotta improntate alla sostenibilità.” Leggi comunitarie, in origine virtuose, perché onestamente volte a favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili e quindi la riduzione delle emissioni che stanno minacciando il mondo, ( e la Valdichiana e Cortona sono parte del mondo e da tutto il mondo ammirate amate e visitate) stanno divenendo , a causa della mancanza di controlli accurati e regolamenti stringenti da parte degli stati che le hanno recepite, facile preda di speculatori i cui guadagni, tolti gli incentivi pubblici ( che noi paghiamo loro con la bolletta elettrica), sarebbero sicuramente poca cosa…. Il comitato ha affrontato diffusamente tutte le tematiche legate alla vicenda, quali l’inevitabile danno alle attività legate al turismo, all’agricoltura di qualità e ai loro indotti , con sicura ricaduta negativa a livello occupazionale. Alla luce degli elementi analizzati i presenti sono stati invitati ad informarsi direttamente, a non prendere per verità assoluta tutto quanto viene detto, ad usare il buon senso e il senso critico di cui ciascuno dispone, di cui ciascun uomo libero dispone.
 
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