- Scheda della Centrale a biomasse proposta a Castiglion
Fiorentino:
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- Il gruppo Sadam/Maccaferri si avvia assieme al gruppo
Falck a riconvertire l’area dell’ex-zuccherificio in una
Centrale elettrica a combustione.
- La Centrale occuperà 6 dei 120 ettari dell’area
industriale e produrrà 50 MW (megawatt) di energia
elettrica.
- Sarà un impianto a combustione su due linee: Una da 27,1
MW a biomasse ligneo-cellulosiche derivate da pioppi e canne
comuni (che dovrebbero essere coltivate su 10 mila ettari in
Valdichiana, in altre province della Toscana, nelle regioni
limitrofe).
- L’altra da 22,6 MW alimentata da oli vegetali di
girasole e palme asiatiche.
- La Centrale prevede l’occupazione di 35 dei 74 ex
dipendenti attualmente in cassa integrazione.
- La Centrale restando in funzione ininterrottamente
giorno e notte per undici mesi, prevede un utilizzo di
800.000 metri cubi d’acqua all’anno per il necessario
raffreddamento al funzionamento dell’impianto (dove e come è
possibile garantire tanta acqua?).
- La potenza di 50MW è esorbitante e crea problemi di
approvvigionamento locale.
- I quantitativi di combustibile richiesti da questa
Centrale non sono sostenibili localmente.
- La filiera deve essere corta se non vogliamo perdere il
guadagno (vedi spese di trasporto) o incorrere nell’impatto
ambiente per l’eccessivo traffico di camion o per la
ipotizzata realizzazione di un braccio ferroviario da
collegare alla Centrale (magari spostandola più verso il
Paese).
- È bene dunque riflettere sui termini Combustione e
Biomassa.
- Biomassa è un termine che riunisce in sé una grande
quantità di materiali, di natura estremamente eterogenea.
- Si può dire che è biomassa tutto ciò che è di natura
organica, quindi residui delle coltivazioni
alimentari/animali, di masse vegetali, di residui forestali,
scarti di attività industriali, fanghi di depurazione
urbana, scarti delle aziende zootecniche, di mercati
ortofrutticoli o della parte organica dei rifiuti urbani.
- Si tratta di materiali organici che si riproducono
naturalmente in modo ciclico (rinnovabili).
- Dire biomassa è come dire tutti i Rifiuti perché la
legge 152/2006 classifica come Biomassa i Rifiuti con
l’esclusione di quelli altamente tossici denominati Rifiuti
Speciali.
- Secondo il decreto del 5 maggio 2006 nelle tipologie dei
rifiuti accumulabili al termine biomassa vi rientrano i
Fanghi industriali (che possono contenere sostanze
pericolose) e i residui di legni che possono contenere colle
e solventi come trielina, cloroformio, benzene, acetone,
ecc. (NB: Tutte queste Centrali di fatto sono degli
inceneritori mascherati).
- Ogni processo di combustione produce frazioni di
particolato (di agenti tossici, di polveri sottili) che si
disperdono nell’area.
- Anche se è vero che la natura è produttrice di certe
polveri (vulcani) è pur vero però che le polveri di origine
naturale costituiscono una parte minoritaria rispetto a
quella che si trova oggi nell’atmosfera.
- E’ l’uomo il grande produttore di particolato,
soprattutto quello più fine: quanto più elevata è la
temperatura di combustione, tanto più aumenta la frazione di
particolato fine e ultrafine, tanto più aumentano le
particelle inorganiche, non biodegradabili e né
biocompatibili.
- Le Centrali a Biomasse con le loro alte temperature, non
possono che immettere nell’ambiente polveri fini,
nanoparticelle, metalli pesanti e diossine ad alto rischio
sanitario e ambientale.
- Da ricordare tra l’altro è che le “nanopolveri” riescono
a sfuggire ai filtri più sofisticati e ai sistemi di
monitoraggio più progrediti.
- Evitiamo dunque di fare a Castiglion Fiorentino un
doppione delle Centrali elettriche a Biomasse di RUSSI (da
30 MW a biomasse) e di Fermo (da 23 MW ad oli) molto
contestate dagli abitanti.
- Dobbiamo insistere sulla richiesta di conoscenza dei
progetti per controllarne la non pericolosità degli
impianti.
- Vogliamo esprimere un parere sulle soluzioni da prendere
e Vogliamo al tempo stesso salvaguardare il posto di lavoro
agli ex-dipendenti dello zuccherificio.
- Assolutamente da evitare è la realizzazione di
Termovalorizzatori che non sono altro che inceneritori a
smaltimento rifiuti (generalmente di rifiuti solidi urbani,
definiti CDR, ovvero combustibile derivato dai rifiuti)
passati come impianti di recupero energetico.
- Quando si vuol costruire un inceneritore di solito si
propone un termovalorizzatore come novità tecnologica.
- Un termovalorizzatore oltre ad essere inquinante per le
particelle sottili emesse nei fumi, produce rifiuti solidi
(cenere) altamente tossici che devono essere smaltiti con le
dovute cautele.
- Problemi di asma, di respirazione e cancro non sono
certo resi minimi con la presenza di Termovalorizzatori.
- Altra bugia associata ai Termovalorizzatori è quella di
farli passare come soluzione al problema dell’esaurimento
delle discariche.
- Anche se ciò fosse vero in parte, lo è certamente di più
per coloro che nei rifiuti riescono a cogliere l’occasione
di forti guadagni o di promozioni di carriere.
Occorre stare attenti alla concentrazione di diossine
presenti nei fumi.
- Quello che interessa non è tanto la quantità delle
polveri emesse, quanto la dimensione, la finezza cioè delle
polveri stesse (PM 10, o PM, 2,5).
- Purtroppo la legge italiana e le norme europee esprimono
la soglia limite in peso, (in quantità) esprimibile in tot
microgrammi per metrocubo d’aria , per cui se la
concentrazione di polveri fosse di poco inferiore alla
soglia consentita, le diossine emesse non verrebbero
minimamente rilevate dagli strumenti di monitoraggio.
- PROPOSTE (ogni cittadino può avanzare soluzioni, idee…)
come altre fonti produttive di energia vedi pannelli solari
ecc.
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www.comitatotutelavaldichiana.it