- Intervista del Pollo della
Valdichiana al Sindaco Brandi
Sindaco Brandi, quali sono i punti salienti dell’ordine del giorno
approvato lunedì in consiglio comunale?
Per prima cosa vorrei ribadire che al primo posto vi è la nostra
ferma intenzione di trasformare un momento di crisi in una occasione
di crescita. Per questo abbiamo chiesto come Giunta un mandato a
ricercare tutte le possibili soluzioni per sviluppare lavoro e
ricchezza per tutti. E’ chiaro che la proposta ad oggi in campo
della centrale a biomasse ha bisogno di una sostenibilità
territoriale, collegando la sua realizzazione al tessuto agricolo
locale. Senza i contratti firmati dagli agricoltori l’eventuale
progetto non potrà essere preso in considerazione. Il secondo
aspetto del documento del Consiglio Comunale si fonda su un attento
esame della situazione economica per come si è modificata negli
ultimi due anni e vuole indicare una nuova strategia per lo sviluppo
del territorio castiglionese che sia coerente con le nostre
vocazioni ed anche vincente sul piano della realizzabilità, puntando
quindi sulla trasformazione delle produzioni agricole, sulle nuove
tecnologie, sui servizi e sulla qualità dei prodotti. Siamo giunti
alla conclusione che occorra individuare nuove possibili aree di
crescita ecologicamente sostenibili in sostituzione di quelle
attuali. Aree cioè in cui massima sia l’attenzione all’inserimento
territoriale, all’uso delle risorse naturali, alla efficienza
energetica ed alla vicinanza con i principali nodi viari. E questi
non sono sogni ma realtà basta vedere le nuove aree che sono state
realizzate in Emilia Romagna ma di cui abbiamo qualche esempio anche
in Toscana. Sono convinto che questa sia la scelta vincente per
rispondere alla crisi piuttosto che tante chiacchere di cui in
questi tempi non si sente certamente il bisogno.
Questo discorso si lega inevitabilmente alle voci circolanti su uno
spostamento delle biomasse al confine coi comuni di Marciano e
Foiano, ipotesi che ha sollevato malumori in quei comuni.
Ad oggi non esistono proposte in questo senso, certo è che un
progetto come quello che ho indicato va ben al di là dei confini
comunali e pertanto non solo sarebbe utile ma obbligatoria una
riflessione con tutti i comuni della Valdichiana. L’idea che abbiamo
in testa è quella di garantire opportunità, servizi, vantaggi a
tutte le imprese del nostro comprensorio. O si inizia davvero a
pensare ad un distretto produttivo della Valdichiana oppure
rischiamo tutti di ritrovarci, nel medio periodo, in grandi
difficoltà. Distretto produttivo vuol dire certo confermare la
nostra grande tradizione manifatturiera ma vuol dire anche
raccordare agricoltura e industrie di trasformazione, , mettere
assieme le imprese per assicurare servizi avanzati, collegare
turismo, prodotti tipici e artigianato e soprattutto offrire
contenimento dei costi, minore burocrazia e accesso ai finanziamenti
europei.
Ma quest’idea di area industriale ecologicamente attrezzata come e
quando si concretizzerà?
Ci stiamo lavorando e sono convinto che nell’arco di qualche
settimana potremo essere in grado di presentare uno schema su cui
lavorare. Tutto questo anche col concorso delle imprese locali,
stiamo infatti cercando di coinvolgere tutto il tessuto economico
aretino in particolare le esperienze più avanzate, le nostre imprese
devono infatti diventare i protagonisti di questa nuova rinascita,
da questo punto di vista sono molto ottimista.
Qual è il collegamento con Maccaferri e l’ex-Sadam in questa nuova
prospettiva?
Noi crediamo che tutti coloro che, come noi, hanno a cuore il
territorio e l’occupazione potranno trovare una giusta collocazione
in questa sfida.
Un modo per risolvere questa “patata bollente” che somiglia un po’ a
quello di Forlimpopoli...
Non è vero che di notte tutti i gatti sono bigi. La situazione di
Forlimpopoli, città di cui ho recentemente incontrato il Sindaco, è
radicalmente diversa ed è sbagliato fare paragoni. Prima di farli
occorrerebbe informarsi. La zona in cui sorge lo stabilimento assai
dissimile da quella di Manciano, è collegata benissimo alla rete
viaria e ferroviaria ed è all’interno del centro urbano. Ho misurato
a passi la distanza dal Municipio e si tratta di poche centinaia di
metri. Là non manca nulla per rendere appetibile ogni soluzione:
superstrada, interporto, stazione ferroviaria, una zona dove è nelle
cose prevedere grandi spazi commerciali, un direzionale importante,
una residenza di grande valore. Si parla tanto per intenderci di una
potenzialità pari a 300.000mc., mi pare che l’orizzonte sia un
po’differente da quello castiglionese, lì la rotta è tracciata dal
contesto in cui si trova.
Nel caso in cui il progetto dovesse realizzarsi l’area dell’ex
zuccherificio che destino avrà?
Una ipotesi sulla quale merita spendere un po’ di fatica è quella di
una moderna riqualificazione ambientale ed urbana legata al turismo
e alle attività sportive, un’area in grado di valorizzare non solo
se stessa ma anche tutte le zone che gli stanno attorno.
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