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Torna di attualità la vicenda del riso
geneticamente modificato prodotto dalla Bayer, il colosso della
chimica tedesco, che porta il nome tecnico di LL62. Resistente alla
maggior parte dei pesticidi prodotti dalla stessa Bayer, il riso è
stato già autorizzato per la coltivazione negli Stati Uniti, e in
poche settimane anche l’Unione Europea dovrà decidere sul suo
destino.
La Bayer spinge per l’approvazione, come sta facendo da tempo anche
in Brasile, Sudafrica, India e Filippine. Dall’altra parte,
l’associazione ambientalista Greenpeace, da sempre contraria
all’LL62, ha rilanciato con uno spot in stile anni ’50 la sua
petizione con raccolta di firme per chiedere ai governi di
proteggere consumatori, agricoltori e biodiversità, rifiutando
l’ingresso nei loro paesi del riso OGM.
D’altro canto, perfino negli USA gli agricoltori sono restii a
piantare l’LL62, visto che hanno paura di perdere mercati importanti
a causa di possibili contaminazioni: questo riso, infatti, ha la
tendenza a ibridarsi con il riso rosso. I danni già causati dalla
Bayer all’industria globale del riso sono stimati in 1,2 miliardi di
dollari, persi quando una delle sue varietà sperimentali
geneticamente modificata è entrata accidentalmente a far parte
dell’offerta di riso per il 2006.
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