Sì al mais Ogm, scontro in Europa
Via libera all'import di tre nuovi tipi
di ALBERTO D'ARGENIO
BRUXELLES - La Commissione Ue apre le porte a una barbabietola e a tre
nuove varietà di mais transgenici, tra cui l'Herculex, destinati
all'alimentazione umana e animale. Potranno essere importati in Europa,
ma non coltivati, da Monsanto, Pioneer e Dow AgroSciences. Una scelta
aspramente contestata dai governi e dalle associazioni contrarie agli
ogm, concordi nell'accusare Bruxelles di avere ignorato il "no" della
maggior parte delle capitali all'approvazione di nuove varietà
transgeniche.
Da quando nel 2004 è caduta la moratoria europea contro gli ogm, la
Commissione ha autorizzato l'importazione di 15 prodotti biotech, sempre
giocando sulla mancanza di accordo tra gli stati membri, spaccati tra
favorevoli e contrari e costantemente incapaci di formare una
maggioranza in grado di bocciare o approvare definitivamente le singole
varietà.
Se la decisione di ieri, quindi, non rappresenta una vera svolta, a fare
paura è la conferma di un orientamento alla vigilia della scottante
decisione della Commissione sulla coltivazione (e non sull'import) della
ormai famosa "superpatata" biotech prodotta dalla Basf. Il cui arrivo
rappresenterebbe sì una rivoluzione nei rapporti con il transgenico alla
quale si aggiungerebbero una serie di timori legati alla salute umana:
la patata Amflora, infatti, è uno dei pochi ogm su cui gravano seri
dubbi di pericolosità in quanto, si sospetta, sviluppa una resistenza
dell'organismo agli antibiotici. Inoltre aprirebbe la strada alle
colture transgeniche, oggi praticamente inesistenti nel Vecchio
Continente, nonostante l'Ue non abbia regole contro la contaminazione
accidentale delle colture biologiche da parte di quelle ogm.
Contro la decisione continua a battersi il commissario Ue alla Salute,
Stavros Dimas, che con il sostegno di un nutrito drappello di capitali,
Roma e Parigi in testa, sta bloccando la decisione con una serie di
richieste di accertamenti sui rischi per i consumatori. Dimas che
proprio oggi dovrebbe però bloccare l'autorizzazione alla coltivazione
di due nuove varietà di mais ogm nonostante il parere positivo
dell'Agenzia alimentare di Parma (Efsa).
Un clima che spiega la tempesta di polemiche scatenata dalla decisione
di ieri: il ministro italiano delle Politiche Agricole, Paolo De Castro,
ha sottolineato che insieme ad un numero crescente di colleghi farà di
tutto per spingere la Commissione a tornare sui suoi passi. Per il
titolare dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, il via libera di ieri
dimostra ancora una volta "l'urgenza di riformare profondamente il
sistema di autorizzazione di organismi geneticamente modificati".
E una vera e propria levata di scudi è arrivata dalle associazioni: per
Mario Capanna, Presidente della Fondazione Diritti Genetici, "è molto
grave che la Commissione abbia ignorato la maggioranza dei paesi che ha
espresso la propria contrarietà". Stesso discorso per Legambiente,
secondo cui "la maggioranza dei cittadini ha più volte espresso la sua
contrarietà al transgenico".
(25 ottobre 2007)
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