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Mais OGM in Italia
Il conto alla rovescia non dovrebbe durare a lungo: salvo ricorsi,
dal 1° APRILE 2010, sarà possibile coltivare anche in Italia il mais
o.g.m., quello ottenuto tramite semi modificati geneticamente. La
decisione l’ha presa pochi giorni fa il Consiglio di Stato, che ha
accolto il ricorso di un agricoltore di Pordenone, imponendo al
Ministro delle Politiche agricole di autorizzarlo a piantare una
varietà di granoturco transgenico giudicato sicuro dall’Unione
Europea. A ruota dovrebbero seguirlo altri mille agricoltori e
questo potrebbe rappresentare il primo passo per l’ingresso anche
del nostro paese nel mercato degli O.G.M. Oggi infatti in Italia non
è consentito coltivare, nemmeno a fini sperimentali, varietà
prodotte con organismi geneticamente modificati.
Questo divieto, secondo alcuni, ci comporta ritardi e meno
competitività nei confronti di quei paesi che da anni sperimentano
varietà più adatte alle modificazioni climatiche, con maggior
produttività, che necessitano di meno fertilizzanti,
anticrittogamici ed acqua e che soprattutto possono rappresentare un
valido sostegno per la riduzione della fame nel mondo. Secondo
altri, tra i quali, la Regione Toscana, le Provincie di Arezzo e
Siena e la maggior parte dei comuni della nostra Valdichiana Aretina
e Senese (che hanno dichiarato con atti di Consiglio Comunale i loro
territori “O.G.M. FREE”), tale divieto rappresenta un grosso
"vantaggio" a tutela della tipicità dei nostri prodotti, che
favorisce lo sviluppo di prodotti con marchio D.O.P. e tutte le
coltivazioni biologiche. Prodotti che sono un vanto della nostra
agricoltura e che rappresentano soprattutto una garanzia per la
salute dei nostri cittadini. Infatti al momento non si dispone a
sufficienza di studi, ricerche e test per poterli definire NON
pericolosi alla salute umana.
Questo tema accalora gli animi dei diversi attori, il Ministro delle
Politiche Agricole Onorevole Zaia è il primo ad annunciare
battaglia: intende presentare ricorso contro la decisione dei
giudici amministrativi e si è detto pronto ad arrivare ad un
referendum per tutelare i contadini. “Posso affermare che a
coltivare ogm non ci si guadagna considerato che su superficie medie
di pochi ettari, quali sono le aziende agricole italiani, si può
ottenere al massimo un 3, 4% in più di ricavi rischiando di
contaminare tutti i terreni coltivati a colture ogm free”. L’ex
ministro della sanità Professor Veronesi, oncologo di fama mondiale,
afferma con tutta sicurezza “che i prodotti agricoli modificati
geneticamente non rappresentano nessun pericolo alla salute umana,
anzi il fatto che per essere coltivati vengono impiegati meno
trattamenti antiparassitari ed anticrittogamici, ne valorizza la
loro salubrità”.
Approfondire questo tema e conoscere l’eventuale impatto che si
potrebbe verificare nella produzione agricola della nostra vallata
ci sembra importante: ecco quindi che nelle prossime "puntate"
andremo a porre domande alle dirigenze locali delle associazioni
degli agricoltori.
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www.comitatotutelavaldichiana.it
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