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In Cina melamina nel latte, gelati e
yogurt
PECHINO - Non c'è solo il latte in polvere, che ha causato finora la
morte di quattro bambini e intossicato più di 6mila neonati. La
frode alla melamina, sostanza chimica normalmente utilizzata per
produrre materie plastiche, ma che è stata aggiunta al latte
annacquato per mantenerne artificialmente alto il contenuto
proteico, interessa adesso anche il latte fresco venduto nei negozi,
e prodotto dalle tre più grandi imprese lattiero-casearie della
Cina.
A riferirlo è la televisione di Stato che cita fonti dell'agenzia
per i controlli della qualità degli alimenti, la quale avrebbe
trovato tracce di melamina in campioni di latte liquido in
commercio. La melamina è stata trovata in 11 partite di prodotti su
121 della Mengniu, 7 partite su 81 della Yili e 6 su 93 della
Guangming. Inoltre tracce della sostanza tossica sono state trovate
dalle autorità sanitarie di Hong Kong in yogurt e gelati della Yili,
uno degli sponsor ufficiali dei Giochi olimpici di Pechino.
Lo spettro dell'insicurezza alimentare si allunga così sulla più
popolosa nazione del mondo. L'ennesimo scandalo cinese
sull'affidabilità dei prodotti destinati al grande consumo ha questa
volta risvolti che colpiscono in profondità il sentimento popolare,
e vedono messa a rischio la salute del bene più prezioso, il figlio
unico imposto alle famiglie dalla politica di controllo demografico.
Ci si interroga, a questo punto, su quale sia il livello di
sicurezza di un Paese dove è stato possibile immettere a lungo nei
circuiti commerciali prodotti dannosi per la salute.
Dopo il veleno chimico che sta uccidendo i neonati, il veleno
psicologico del sospetto e della diffidenza rischia ora di
intossicare politica ed economia. L'Organizzazione mondiale per la
Sanità ha chiesto alla Cina di spiegare come mai la notizia dello
scandalo del latte adulterato sia stata diffusa dai media
controllati dallo Stato solo la scorsa settimana, benché le autorità
ne fossero al corrente già da mesi. «Il Governo deve verificare
perché la popolazione non sia stata messa a conoscenza
tempestivamente della notizia e di chi siano le responsabilità», ha
detto il rappresentante cinese dell'Oms, Hans Troedsson. Grazie
all'aumento delle ispezioni disposte in tutto il Paese nelle
industrie lattiero-casearie, lo stesso Troedsson ha riconosciuto
però che «la risposta delle autorità all'emergenza è stata
encomiabile».
Una risposta che probabilmente non riuscirà a placare il
risentimento popolare, nonostante il giro di vite nei confronti dei
responsabili. Circa il 20% delle aziende lattiere ispezionate hanno
venduto prodotti contenenti melamina. La polizia che indaga sullo
scandalo del latte in polvere contaminato ha arrestato ieri altre
dodici persone, portando il totale degli arresti a quota diciotto.
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