-
RIFONDAZIONE: ACQUA SEMPRE PIU' CARA DOPO
L'APPROVAZIONE DELLA REVISIONE DEL PIANO DI AMBITO
Dal primo gennaio 2010 aumenti del 6,5% della tariffa e della quota fissa. Ma i
Sindaci da che parte stanno...dei cittadini o delle multinazionali che li
vessano?
Qualche giorno fa è stata approvata–da parte dei sindaci dell'ATO 4-la revisione
del Piano di Ambito; un documento estremamente importante poiché regola la
programmazione degli investimenti e delle tariffe del servizio idrico aretino
dei prossimi 15 anni. Riteniamo sconcertante che l'approvazione di questo atto
sia avvenuta nel silenzio quasi assoluto (rotto solo dal Comitato Acqua
Pubblica) senza alcun dibattito politico e senza alcun coinvolgimento dei
consigli comunali dei 37 comuni facenti parte dell'ATO 4. Infatti la revisione
del Piano di Ambito è stata tutt'altro che un atto “ordinario” visto che in essa
sono previsti ulteriori enormi aumenti tariffari rispetto a quelli già presenti
nel vecchio strumento programmatorio. Aumenti che–come stima il Comitato Acqua
Pubblica – incideranno nelle tasche dei cittadini per ben 134 milioni di euro
nell'arco dei prossimi 15 anni. E la cosa più incredibile è che in cambio i
cittadini non avranno un solo centesimo in più di investimenti. Già a partire
dal prossimo primo gennaio 2010 entrerà in vigore questa ulteriore e vergognosa
stangata verso tutti gli utenti del servizio idrico aretino, già costretti da
molti anni a pagare le tariffe più care d'Italia. Ed infatti le tariffe
subiranno fin da subito un ulteriore aumento del 6,5% anche per quanto riguarda
la quota fissa (mentre nel previgente Piano di Ambito era previsto un aumento
del 2,2%). Purtroppo ancora pochi i Sindaci e i Comuni (Anghiari e Sansepolcro)
che hanno votato contro questa nuova ingiustificata colossale elargizione di
denaro verso la società Nuove Acque che–lo ricordiamo–è gestita dalla
multinazionale francese Suez. Altri Comuni hanno inteso disertare l'assemblea,
altri invece hanno votato–si suppone convintamente–questa ennesima manovra
peggiorativa delle condizioni contrattuali scaturite dalla gara del 1998 per la
scelta del socio privato. Proprio a quest'ultimi Sindaci chiediamo di
giustificare e motivare pubblicamente quale interesse hanno inteso tutelare:
quello dei cittadini o quello della multinazionale francese? Rifondazione
Comunista pensa che sia finito il tempo dei giochetti politici. Negli ultimi
mesi abbiamo assistito ad uno stucchevole balletto pieno di contraddizioni: il
centrodestra locale si dichiara a favore della ripubblicizzazione del servizio
idrico aretino ma a livello nazionale approva una legge che rende obbligatoria
la sua privatizzazione; il centrosinistra nazionale vota in Parlamento contro la
legge paventando gravi conseguenze quando a livello locale è l'alfiere della
privatizzazione! Noi di Rifondazione siamo l'unica forza politica che
coerentemente e fin da subito ci siamo battuti e ci batteremo per la
ripubblicizzazione del servizio idrico a fianco di tutti i Comitati e di tutti i
cittadini che portano e porteranno avanti questa rivendicazione. Fin dalle
prossime settimane ci attiveremo per raccogliere le firme per un referendum
abrogativo della legge nazionale che obbliga la privatizzazione di tutti i
servizi idrici italiani; il referendum darà finalmente la possibilità di
dimostrare che la stragrande maggioranza dei cittadini è per una gestione
totalmente pubblica dell'acqua, bene che per sue caratteristiche non può essere
gestito come cosa privata.
Rifondazione Comunista–Federazione di Arezzo-
-
www.comitatotutelavaldichiana.it
|