Appello del Comitato Acqua Pubblica di Arezzo, rivolto a tutti i cittadini, alle associazioni, ai comitati, ai partiti politici
 
Nell'anno 1999 il servizio idrico aretino veniva privatizzato affidandolo ad una nota multinazionale francese.
Da allora sono passati 10 anni nel corso dei quali i cittadini hanno espresso in tutte le forme possibili la loro avversione a questa decisione vissuta come una vera e propria espropriazione della gestione di un bene fondamentale che per sue caratteristiche non può che essere della sola pertinenza collettiva e pubblica.
I risultati della privatizzazione non si sono fatti attendere: tariffe carissime e applicate in modo illegittimo (le prime, seconde o terze più care d'Italia a seconda della fonte del rilevamento), investimenti fra i più bassi d'Italia, utili garantiti per i privati, ruolo irrilevante della parte pubblica nelle decisioni più importanti, balzelli di ogni genere a cui i cittadini sono continuamente costretti a sottostare.
Tuttavia questi anni non sono trascorsi invano.
La pressione e la presa di coscienza dei cittadini manifestata, per esempio, con decine di migliaia di firme e anche l'attività del Comitato ha prodotto importanti risultati.
Alcuni partiti politici ormai appoggiano apertamente il percorso della ripubblicizzazione, tema comunque ormai immancabile in ogni campagna elettorale locale, diversi sindaci sono stati eletti - anche recentemente - con l'impegno di tentare la ripubbliccizzazione del servizio idrico;
ormai parlare apertamente in modo positivo della privatizzazione del servizio idrico è altamente impopolare al punto che quando viene deciso di farlo lo si fa a porte chiuse con la polizia privata che impedisce l'accesso ai cittadini, i veri utenti del servizio idrico (si veda il recente convegno nazionale di ATO 4 e Nuove Acque).
Recentemente, per tentare di recuperare consenso, il soggetto privato gestore ha pianificato una forsennata e dispendiosa campagna pubblicitaria e mediatica pagata dagli utenti del servizio idrico e totalmente assurda visto che egli è monopolista e non ha la concorrenza di nessun altro soggetto. In questo contesto il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo ha deciso di dire basta e di percorrere tutte le possibili strade legittime con la finalità di far tornare nelle mani della collettività la gestione dell'acqua aretina.
In particolare il Comitato ha deciso di ricorrere alla giustizia amministrativa per far invalidare gli ultimi draconiani e illegittimi aumenti del febbraio 2009 (aumento del costo della bolletta anche del 17% con una tantum che in realtà sono una semper visto che si ripetono tutti gli anni e con aumenti del canone della fognatura anche del 600%); il ricorso fatto dal Comitato pende ora al TAR e ha ottime possibilità di essere vinto visto che anche il Ministero dell'Ambiente ha esplicitamente riconosciuto la correttezza di alcuni rilievi. La vittoria del ricorso non solo produrrebbe un effetto immediato per i cittadini e cioè la diminuzione delle tariffe ma assesterebbe un colpo fortissimo al sistema di privatizzazione-profitti minando alla base le sue possibilità di perpetrarsi.
Per questo chiediamo a tutti i cittadini, alle associazioni, ai comitati, ai partiti politici e a tutti gli altri soggetti interessati di aiutare il Comitato nella sua battaglia. Chiediamo in particolare di aderire al Comitato, di partecipare alle sue riunioni, alle assemblee pubbliche che prossimamente verranno svolte in tutto il territorio dell'ATO 4, di sostenerlo nelle iniziative di controinformazione e di autofinanziamento (i ricorsi al TAR costano molte migliaia di euro).
Chiediamo a tutti, come sostegno e impegno concreto e reale, di firmare questo appello. Solo uniti e in tanti possiamo sconfiggere una delle più grandi multinazionali del mondo.
Arezzo, Ottobre 2009 - Comitato Acqua Pubblica di Arezzo

 
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